sabato 30 agosto 2014

Gothian. Capitolo 57. Alienor incontra la Veggente del Monte Konar



Alienor non era entusiasta all’idea di recarsi dall'Oracolo.
«Cosa mi potrà mai dire questa veggente? Che qualcuno mi ha fatto il malocchio e che sono vittima di energie negative?» e si mise a ridere in modo sarcastico.




Lilieth si rabbuiò: 
«Non è argomento di riso! 
La veridica Misao Okawa ha centosedici anni, viene dal Continente Orientale, dalla terra del Sol Levante, ed è la mistica più famosa del mondo, oltre che la persona più longeva vivente su tutta la terra. I suoi oracoli valgono mille volte quelli dei druidi o dei canonici. 
Ma lei non accetta tutti al suo cospetto: solo pochi privilegiati hanno avuto il dono di poterle parlare»
Alienor non aveva mai visto Lilieth così arrabbiata.
Il Pirata, per sdrammatizzare, intervenne con una delle sue battute:
«Su su, adesso ci facciamo un bel viaggetto in barca!»
Lilieth aveva capito di essere stata troppo severa:
«Scusami, Alienor, comprendo i tuoi dubbi e so che ancora stenti a trovare un senso a questo nostro viaggio. Ma è proprio per questo che devi conoscere il tuo ruolo. Soltanto la Veggente può dirti le parole giuste. Solo lei è in grado di leggere nel tuo cuore e di trovare le risposte che cerchi»
Alienor annuì, ma rimase in silenzio.
Alla darsena di Tavisia Vyghar pagò il barcaiolo che doveva condurli alle pendici del monte Konar, lungo il fiume Tavis.



Il canale che collegava la darsena al fiume era molto largo e affollato, la sua acqua era grigia.
Dopo la confluenza, il Tavis, ormai vicino alla foce, appariva come un canale un po’ più grande, che conduceva all’ultimo porto sicuro prima della fine della costa sabbiosa. Dal di lì, verso sud, la costa diventava rocciosa, e il monte Konar si ergeva alto e possente.



Un sentiero sterrato entrava nella pineta alle pendici del monte, lievemente in salita, fino ad arrivare ad una zona erbosa e assolata, dove tra le rocce si poteva scorgere la caverna della Veggente, e alcuni pellegrini che attendevano il loro turno per la benedizione.
«Meglio che aspettiamo che i più se ne vadano. Non voglio che ci mettiamo in mostra» disse Lilieth, e così fecero.
Quando finalmente ci fu un momento di tregua, si avvicinarono all’antro, illuminato da tante candele colorate, e chiesero il permesso di avanzare.
Una voce rauca rispose dall’interno della grotta.


Non erano ancora visibili da lei, ma la sua voce roca disse:
«Sei stata crudele a venire da me, fanciulla dei ghiacci...»
Alienor rimase a bocca aperta:
 «Perché crudele?»
Il respiro della vecchia era come un rantolo:
«Perché io sento tutto il tuo futuro dolore, e mi fa male, terribilmente male tutto questo dolore! Mi ero già strangolata di dolore prima che tu nascessi, nell’anno della Primavera di sangue, quando le tue terre furono messe a ferro e a fuoco! Ma ora soffro ancora di più perché i demoni si sono risvegliati, e a Nord si compiono crudeltà molto peggiori!»



La principessa era rimasta impressionata da quelle parole:
«Di quali crudeltà stai parlando?»
La vecchia si schiarì la voce: 
«Presto giungeranno notizie riguardanti la tua famiglia e il tuo popolo, gli Alfar. Saranno voci contraddittorie, ma ti dirò io cosa è veramente accaduto... e anche cosa dovrà accadere»
Alienor scuoteva il capo, indecisa.
La voce della vecchia assunse un tono imperioso:
«Avanza verso di me, fanciulla dei ghiacci, e siediti, perché ciò che sto per dire non sarà piacevole»
Alienor avanzò lungo la caverna, che si faceva sempre più buia.
Poi ci fu una svolta e finalmente la vide. 



Aveva lunghi capelli bianchi come la neve, e gli occhi erano talmente infossati nel viso rugoso che non si riusciva a capire di che colore fossero.
Alienor tremò.
La vecchia se ne accorse:
<<Hai paura, vero?>>
La ragazza cercò di negare:
<<Sono stata concepita nell'anno della Primavera di Sangue. Sono sfuggita alle grinfie di Ellis Eclionner e di Marigold di Gothian. Sono stata rapita dai pirati e sono ancora loro ostaggio. La mia famiglia e la mia terra sono lontane e sotto assedio. Credi forse che possa aver paura di te e dei tuoi presagi di malaugurio?>>
Il viso della Veggente si contrasse per la sofferenza:
<<Oh, l'Insanguinata Primavera era pur festa se raggelava in morte questa morte! Ah, mia dolce figlia dell'estate, che ne sai tu della paura? La paura è per l'inverno, mia principessa, quando la neve cadrà per cento piedi e il vento ghiacciato giungerà urlante dall'estremo Nord! La paura è per la Lunga Notte, quando il sole nasconderà il suo volto per più anni, e i figli nasceranno e vivranno e moriranno nelle tenebre, mentre i vampiri cresceranno feroci e affamati e i morti viventi cammineranno oltre le montagne>>



Chinò il capo, come per ritrovare compostezza e concentrazione:
«Sta già accadendo, mia povera principessa. La roccaforte di Alfarian è caduta. Caduta per sempre»
La principessa scosse il capo:
«No, non è possibile! Alfarian è inespugnabile! Potrebbe resistere per anni all'assedio degli Albini di Gothian!»
La Veggente alzò la mano grinzosa:
«Tradimento! Qualcuno ha tradito»
Alienor non si dava pace:
«Chi! Voglio i nomi!»
La vecchia alzò un dito artigliato:
«Un solo nome. Ser Gahel Udsen di Laendrics, che si è venduto a Fenrik da molto tempo. La regina, tua madre, aveva concesso a Ser Gahel i pieni poteri, ma è stata mal ripagata per il suo favoritismo» 
La principessa non sapeva se biasimare di più Ser Gahel o la propria madre:
«Che ne è stato di lei?»
La vecchia sospirò:
«Non è morta, ma ora la regina sei tu»
Alienor era sconcertata: 
«Ma se hai appena detto che mia madre è viva, perché dovrei essere io la regina?»
La vecchia scosse il capo, sospirando:
«Non ho detto che è viva. Ho detto che non è morta! Mi capisci? 
Non-morta!»
Alienor comprese.



Il Conte di Gothian deve averla trasformata in vampiro.
Le era stata concessa una scelta? Aveva avuto almeno la possibilità di sottrarsi con la vera morte a quel tremendo destino?
La vecchia parve averle letto nel pensiero:
«Tua madre ha ceduto alla persuasione del Conte di Gothian. 
Non è facile resistergli. 
Lord Fenrik è  qualcosa di più di un semplice vampiro. 
E' il loro Principe, figlio del demone Gothar, Signore dei Ghiacci.
 Gli iniziati agli Arcani Supremi sanno che Gothar è detto "il Consigliere", perché le sue parole sono tenute in alta considerazione persino dal supremo Ahriman, Dio del Male!»
Solo in quel momento Alienor si rese conto delle implicazioni di quanto le aveva detto l'Oracolo.
«Che cos'ha fatto Fenrik a mio padre? E ai miei fratelli minori? Dimmelo!»
La donna assunse un'espressione in cui la sofferenza si mescolava alla pietà:
«Il re è morto... ucciso in battaglia. Almeno gli è stata risparmiata la sorte della metamorfosi. I tuoi fratelli sono ad Elenna sul Dhain, sani, ma in ostaggio del Conte.
Ma anche se Fenrik adesso si fa chiamare Re ed ha sposato tua madre, ricordati che la vera Regina sei tu!»


Alienor avrebbe voluto urlare, ma le uscì solo un lamento sommesso: 

«No... no, mio padre no... non lo posso accettare. 
Fino ad ora avevo sopportato tanta sofferenza perché pensavo che ci fosse una casa e una famiglia a cui tornare! 
Ma adesso? Cosa mi resta? Per cosa ho sofferto?
E' stato tutto per nulla, dunque? 
Le candele accese nei santuari, che sbiancavano lente, e l'orizzonte in fuga, le attese, i pegni e i lunghi addii? 
Tutto per nulla? 
Tutto per ritrovarmi qui, in una lugubre spelonca nell'attesa dell'orda?»

Rimase immobile, come se fissasse qualcosa che le si era posato sulla mano.
Non riusciva nemmeno a piangere, perché quando il dolore è troppo grande, persino piangere diventa impossibile.



A quel punto la Veggente le pose una mano sulla fronte, chiuse gli occhi ed entrò in trance, nella condizione dell'Awen, come posseduta da uno spirito, e parlò con voce distante:
 «Alienor, regina di Alfarian, ascolta il tuo destino.
Per ottenere qualunque cosa dovrai passare attraverso il suo contrario.
Per salvarti dovrai esporti al rischio. 
Per salvare il regno del Nord, dovrai scendere al Sud. 
Per vendicare tuo padre, dovrai dimenticarti di lui.
Per liberare il tuo popolo, dovrai correre in soccorso a un altro popolo.
Per trovare il tuo sposo dovrai prima sposare un altro uomo, suo nemico.
Per ridare pace a questo mondo, dovrai combattere a lungo. 
Per far rinascere la speranza dovrai passare attraverso la disperazione, 

perché solo conoscendo il Male potrai riconoscere il Bene ed averne la sua alleanza. 
Tutto si conosce dagli opposti, e l’universo intero si regge su questa eterna condizione. 
E' la legge degli Arcani Supremi.
Ora sai per cosa devi vivere!»

Poi la vecchia improvvisamente gridò: 
«L’acqua che brucia!»



Alienor non capiva:
«Che significa?»
L'Oracolo continuava ad urlare:
«L’acqua che brucia! Devi temere l'acqua che brucia... è lei... ah... il fuoco mi divora… vattene bambina del sangue... non posso più sopportare questa sofferenza... addio, fanciulla dei ghiacci, solo tu puoi spegnere l'acqua che brucia… l'acqua che brucia...»
E il suo corpo si afflosciò.
Alienor si accorse che dietro di lei c'era Lilieth, la quale tastò subito il posto alla donna:
«E' viva, ma questo vaticinio l'ha quasi uccisa. Dobbiamo andarcene, non può resistere a lungo in queste condizioni»
Corsero fuori dalla grotta e lungo i sentieri.
Quando arrivarono, affannate, nella pineta, si gettarono a terra.
Alienor era distrutta, ma ora che conosceva come stavano le cose, per la prima volta nella sua vita, aveva finalmente chiara la sua missione, conosceva il suo posto nel mondo e sapeva ciò che avrebbe dovuto portare a compimento, prima di poter ottenere quello che in fondo, alla fine, cerchiamo tutti, e cioè il permesso di morire in modo onorevole.

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