domenica 28 settembre 2014

Dapper style for women

























Holland Roden style































Holland Marie Roden (Dallas7 ottobre 1986[1]) è un'attrice statunitense.

Biografia

Holland Roden nasce e cresce nel Texas, a Dallas, ed è la maggiore di quattro figli[2]. Sua madre è svedese[3]. È laureata in Microbiologia e Women's Studies presso la UCLA. Inizialmente desiderava diventare un cardiochirurgo, ambizione poi abbandonata per diventare attrice[4][3].

Carriera

Il suo primo ruolo come attrice è in un episodio di CSI - Scena del crimine, seguito dalla partecipazione a tre episodi della serie 12 Miles of Bad Road, cancellata dopo la prima stagione[5].
Dal 2008, Roden recita in varie serie come guest starLost[6]Cold Case - Delitti irrisoltiPushedWeedsCommunityGrey's Anatomy e Criminal Minds, ottenendo anche un ruolo nel film direct-to-video Ragazze nel pallone - Lotta finale.
Nel 2011 viene scelta per interpretare Lydia Martin, uno dei personaggi principali della serie Teen Wolf[7]. Roden si era inizialmente presentata alle audizioni per il personaggio di Allison Argent, ruolo poi assegnato alla collegaCrystal Reed[3].
Dopo aver preso parte a diversi cortometraggi, nel 2012 ha recitato in House of Dust di Alejandro Daniel Calvo.

Filmografia

Cinema

Televisione

Doppiatrici italiane

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Holland Roden è stata doppiata da:

Note

  1. ^ - Tweet
  2. ^ (ENHolland Roden - Animal Instincts, 15 luglio 2011. URL consultato il 19 settembre 2012.
  3. ^ a b c (EN) Jill Sheets, Chit Chatting with Teen Wolf Actress Holland Roden.
  4. ^ (ENShe Wolf: Holland Roden on Her Role in MTV’s ‘Teen Wolf’, 2 giugno 2011. URL consultato il 19 settembre 2012.
  5. ^ (ENHolland Roden to Star in HBO Film, giugno 2007. URL consultato l'11 maggio 2011.
  6. ^ (ENHolland Roden to star on Lost, settembre 2008.
  7. ^ (ENTeen wolf premiers, MTV.














La Quarta Era. Capitolo 4. La principessa Silmarien si prende cura degli ospiti della Contea e di Rohan.



Durante il ricevimento che si tenne nella residenza reale di Minas Tirith, a fare gli onori di casa fu la principessa Silmarien, la figlia più giovane di Arwen e Aragorn e l'unica che ancora non era sposata (non certo perché le mancassero i corteggiatori, ma perché tra essi non vi era stato nessuno in grado di conquistare il suo cuore).
Posso permettermi di aspettare a lungo l'anima gemella, poiché il sangue elfico che scorre nelle mie vene è garanzia di lunga vita e di una sconfinata giovinezza.
Le era stato dato un nome nobile, quello della fondatrice della Casata di Andunie, da cui erano discesi i re di Numenor.
Silmarien, che in alto elfico quenya significava "Ghirlanda di luce".
Era stata sempre la preferita di suo padre, forse per il suo carattere dolce e gentile, per l'entusiasmo solare con cui affrontava la vita e per il suo amore per tutto ciò che nel mondo era fonte di bellezza e di serenità.
Mio padre vorrebbe che anche oggi io conservassi la mia luce e non lo deluderò. Qualcuno deve pur infondere un motivo di speranza in tutti coloro che oggi si sentono smarriti.
A differenza della maggior parte dei presenti, che indossavano abiti scuri e tetri, Silmarien aveva rispettato la volontà di suo padre, che desiderava essere ricordato con gioia e mai con dolore, e aveva scelto un abito lungo di colore azzurro e dorato, con un velo grigio argento.
I capelli castani e ondulati erano raccolti dietro la nuca e scendevano in morbidi riccioli sulle sue spalle candide. Una collana di zaffiri le ornava il collo e il petto e due bracciali dorati le cingevano i polsi.
I suoi occhi erano di un colore particolare, cangiante, che mutava a seconda della luce del sole: a volte parevano verdi, a volte di un tenue color nocciola venato di grigio, altre volte ancora cerulei.
Aragorn era solito dire che in lei rivedeva i tratti luminosi di Gilraen "Raggio di stella", la madre che lui tanto aveva amato.
Arwen però riconosceva in lei anche molti tratti della bella Celebrian, la sposa di Elrond, figlia di Galadriel e Celeborn.
Si avvicinò alla delegazione degli Hobbit, che se ne stavano in disparte, timorosi e in soggezione di fronte a tutta quella "gente alta" che non conoscevano.
Rivolse loro un luminoso sorriso:
<<Siate i benvenuti, miei piccoli amici. Posso conoscere i vostri nomi?>>
Rincuorati dalla gentilezza della principessa, gli Hobbit si fecero avanti uno alla volta.
<<Io sono Isengrim Tuc, e i miei compagni di viaggio sono Faradas Brandibuck e Harding Gamgee. Vi porgiamo il nostro cordoglio per la scomparsa del grande re vostro padre>>
Silmarien sorrise:
<<Vi ringrazio per essere qui. I vostri nonni hanno fatto la Storia, ed erano grandi amici di mio padre, tanto che le loro spoglie riposano ormai accanto al sepolcro di Aragorn Elessar e ricevono insieme a lui l'omaggio del nostro popolo>>
Eppure mancava qualcosa, o meglio qualcuno.
Nessun erede dei Baggins. Possibile che Bilbo e Frodo non avessero qualche cugino col loro stesso cognome?
Stava quasi per chiederlo, quando vide che la delegazione di Rohan si stava avvicinando, capeggiata dal re Aelfwine, successore di Eomer, giovane nel suo aspetto, anche grazie al sangue numenoreano di sua madre Lothiriel di Dol Amroth.



<<A nome del popolo di Rohan, vi esprimo le mie condoglianze per la grave perdita del vostro amato padre e nostro supremo sovrano. Con lui se ne va il più glorioso e forte difensore dell'Occidente e dei Popoli Liberi!>>
La principessa annuì:
<<Porgete i miei ringraziamenti al vostro popolo, il cui eroismo ci ha sempre salvati nel momento del bisogno. Senza i prodi cavalieri di Rohan, la gloria di Gondor sarebbe svanita nel nulla>>
Dopo quello scambio di formalità, il tono si fece più colloquiale:
<<Come state, cugina? Nonostante il dolore, vi vedo più splendente che mai!>>
Silmarien sorrise:
<<Mio padre riposa in pace, dopo una vita lunga e utile. Il suo ricordo è vivo dentro di me. Oggi mi è di conforto e mi rallegra la vostra presenza, che porta con sé il riflesso delle grandi praterie dove corrono i cavalli bianchi del Riddermark. E l'inverno del nostro cordoglio si è fatto fulgida estate ai raggi di questo sole di Rohan>>
Aelwine si inchinò e le baciò la mano;
<<La vostra cortesia riesce sempre a sorprendermi, come una luminosa mattina di settembre, che porta ancora con sé lo splendore e la gloria dell'estate>>
Avrebbero potuto trascorrere giornate intere a scambiarsi cortesie. Era sempre stato così tra loro,
Ecco un uomo che potrei amare, se solo avesse il coraggio di farsi avanti. Ma c'è qualcosa che lo trattiene, qualcosa che lo rende insicuro e che lo fa sentire indegno di me. Eppure in tanti anni non sono ancora riuscita a scoprire di cosa si tratti. 
Ora però che lui era qui, era decisa a fare chiarezza una volta per tutte, e a scoprire quale fosse il mistero che aleggiava intorno alla persona di re Aelfwine di Rohan e che lo aveva reso restio a sposarsi, nonostante avesse da tempo raggiunto e superato l'età giusta, e non gli fossero mancate le occasioni.



Città


Edimburgo; sotto, Rio de Janeiro

Dresda

Istanbul (Costantinopoli, Bisanzio)

Dubai

London bridge, nebbia e "Fumo di Londra"

The Big Ben

Westminster, London

I più importanti successi dell'architettura dall'antichità ad oggi

Modellino di casa vittoriana













In the United Kingdom, and former British colonies a Victorian house generally means any house built during the reign of Queen Victoria (1837–1901). During the Industrial Revolution successive housing booms resulted in the building of many millions of Victorian houses which are now a defining feature of most British towns and cities.[1]
In the UK, Victorian houses follow a wide range of architectural styles. Starting from the early classicism inherited from Regency architecture, the Italianate style gained influence in the 1840s and 1850s, and the Gothic Revival style became prevalent by the 1880s. Later in the Victorian era, the Queen Anne style and the Arts and Crafts movementincreased in influence, resulting in the transition to styles typically seen in Edwardian houses. Victorian houses are also found in many former British colonies where the style might be adapted to local building materials or customs, for example in SydneyAustralia and MelakaMalaysia.
In the United States, Victorian house styles include Second EmpireQueen AnneStick (and Eastlake Stick), ShingleRichardsonian Romanesque, and others.[2]

Great Britain

Early in the Victorian era, up to the 1840s houses were still influenced by the classicism of Regency styles. However the simplicity of Regency classicism fell out of favour as affluence increased and by the 1850s the Italianate style influenced domestic architecture which now incorporated varying quantities of stucco. From the 1850s domestic buildings also became increasingly influenced by the Gothic Revival, incorporating features such as pointed, projecting porches, bay windows, and grey slate.[3]

Typical features

In addition to general architectural influences, this progressive change in style resulted from several other factors. In the 1850s, the abolition of tax on glass and bricks made these items cheaper yet a suitable material and the coming of the railway allowed them to be manufactured elsewhere, at low cost and to standard sizes and methods, and brought to site. There was also progressive introduction from the 1850s of various building regulations.[1] There are a number of common themes in Victorian housing:[1]
  • Sanitation: regulations were introduced progressively from the 1850s to raise the importance of sanitation features, including correct drainage, waste facilities (the "ash pit" or "dust bin"), and toilet facilities either in the form of an outside privy or inside water closet.
  • Hot and cold water: at the start of the Victorian era, some houses had running tap water and a boiler for hot water. By the turn of the century, hot and cold running water were a common feature.
  • Lighting powered by gas was available in many towns from the start of the Victorian era. By the end of the Victorian era, many houses had gas.
  • A basement with a cellar for the storage of coal, required for open fires and to heat water.
  • Sash windows but with larger panes of glass, from the 1850s, than the characteristic 6 plus 6 smaller panes seen in Georgian and Regency architecture.
  • Victorian houses were generally built in terraces or as detached houses.
  • Building materials were brick or local stone. Bricks were made in factories some distance away, to standard sizes, rather than the earlier practice of digging clay locally and making bricks on site.[1]
  • The majority of houses were roofed with slate, quarried mainly in Wales and carried by rail. The clay tiles used in some houses would be available locally.

Houses for all classes

In Victorian times, population growth, and the Industrial Revolution which saw a migration of workers from the countryside to the cities, resulted in successive housing booms in the 1850s and 1870s that saw the creation of millions of houses. These catered not only for the rich and the new "middling-classes" but also for the poor.
In deprived areas, Victorian houses were often very small, for example, back-to-back houses built in extremely cramped conditions. Some of these areas became slums or 'rookeries', and were later cleared. Some smaller, two-up two-down houses still survive, for example in Salford, Greater Manchester.
Victorian houses for the middle classes and upwards tended to have accommodation for servants, often employed to carry out the considerable labour required to keep the house, including its fireplaces clean and well stocked.[1]
Victorian houses of the middle and upper classes aspired to follow the purest forms of contemporary architecture, for example, the Gothic Revival or Queen Anne styles.

Great houses

The Victorian era, together with the Edwardian era was the last sustained period in which great houses were built in large numbers.[4] Many of these harked back to earlier periods of English architecture, for example:

North America

Victorian-era homes in eastern American cities tend to be three stories and those in western American cities tend to be two-story houses or one-story cottages. This is not representative of a typical Victorian-era home in all regions.[citation needed]
Although the general public often incorrectly refers to a Victorian-era house as a Victorian-style house, Victorian era refers to a time period and not to a style. Although architectural historians generally agree that about eight primary architectural styles were prominent in the United States and Canada during the Victorian era, Victorian-era residential architecture in the United States and Canada was a procession of styles borrowed from countries and historical styles.[citation needed]

Examples

Australia

In Australia, the Victorian period is generally recognised as going from 1840 to 1890. There were fifteen styles that predominated, of which the following eight were used for homes:[5]
  • Victorian Georgian
  • Victorian Regency
  • Filigree
  • Italianate
  • Tudor
  • Free Gothic
  • Rustic Gothic
  • Free Classical
(The Arts and Crafts style and Queen Anne style are placed in the Federation Period, from 1890 to 1915.)[6]

Examples

See also

References[

  1. Jump up to:a b c d e Marshall, John; Willox, Ian (1986). The Victorian House. London: Sidgwick and Jackson Limited. ISBN 0-283-99363-4.
  2. Jump up^ OldHouses.com
  3. Jump up^ Quiney, Anthony (1989). Period Houses, a guide to authentic architectural features. London: George Phillip. ISBN 0-540-01173-8.
  4. Jump up^ Pragnall, Hubert (1984). Styles of English Architecture. Frome: Batsford. ISBN 0-7134-3768-5.
  5. Jump up^ A Pictorial Guide to Identifying Australian Architecture, Apperly (Angus and Robertson) 1994, pp.40-97
  6. Jump up^ A Pictorial Guide to Identifying Australian Architecture, pp.132-143

Further reading[

  • Larsen, Michael; Elizabeth Pomada; Photographs by Douglas Keister (1987). Daughters of Painted Ladies: America's Resplendent Victorians. New York: E. P. Dutton. ISBN 0-525-48337-3.