domenica 5 giugno 2016

Il concetto di Impero e la genesi degli Imperi continentali europei





Un impero (dal latino imperium, "potere militare", "potere coercitivo") è convenzionalmente un'entità statale costituita da un esteso insieme di territori e popoli, a volte anche molto diversi e lontani, sottoposti ad un'unica autorità, normalmente ma non necessariamente impersonificata nella figura dell'imperatore.
Pur essendo indicate come impero strutture statali anche estremamente diverse tra loro, per le sue caratteristiche, un impero presenta quasi sempre spiccate caratteristiche di multiculturalità e multietnicità, accompagnate però da una marcata distinzione tra i territori metropolitani e i territori periferici, normalmente indicati come province (retti da governatori,viceré o vassalli nominati dall'autorità centrale), e tra l'etnia dominante e i popoli assoggettati.
L'impero è inoltre in genere caratterizzato da un'ideologia imperiale, cioè dell'ideologia fondante dell'architettura del sistema imperiale, spesso connotata di caratteri di egemonismo eduniversalità, sulla base della quale si modellano i meccanismi di controllo politico, sociale, religioso ed economico del gruppo dominante sui gruppi dominati.
Impero è però un concetto complesso che ha connessioni con la storia, la politica, l'economia, il diritto, la linguistica; ma anche la logica e la mitologia avrebbero da dire la loro parte. In realtà, più che un concetto, impero è un sistema semantico (cioè un sistema di significati). A tale proposito conviene partire con una definizione di Johan Galtung:
« Un impero è un insieme articolato di conquiste militari, dominio politico, sfruttamento economico e penetrazione culturale. »
Hardt e Negri, nel libro Impero, in qualche modo definiscono l'impero tramite la sua controparte: la moltitudine, necessitando di tornare ad un concetto pre-moderno per identificare le masse che si contrappongono al potere dell'impero e limitandolo lo definiscono. Per l'origine del concetto di moltitudine è interessante leggere Virno:
« Nel descrivere le forme della vita associata e lo spirito pubblico dei grandi Stati appena costituiti, non si parlò più di moltitudine, ma di popolo. »
Tiberio Graziani, rigettando un'analisi puramente geografica o limitata ai soli rapporti interni tra i territori, scrive:
« L'impero non è dunque definibile per il suo gigantismo territoriale, né per la eterogeneità etnica e culturale, né per un centro geografico definito e la sua correlata periferia. La definizione di tale entità geopolitica va trovata, quindi, altrove.[...] Ciò che contraddistingue e qualifica l'impero rispetto alle altre costruzioni politiche, o più precisamente geopolitiche, sembra essere invece la funzione equilibratrice che esso tende ad esercitare nello spazio che lo delimita. »
Tale funzione equilibratrice consiste nel regolare i rapporti tra le nazioni e le etnie che compongono l'impero stesso, impedendo alle une di sopraffare le altre e, quindi, preservando i particolarismi e le specificità interne. Tratti distintivi dell'impero, secondo Graziani, sono quindi: la funzione equilibratrice tra le sue componenti; la continuità spaziale; l'unità spirituale al suo interno.
Due sono le idee di Impero, che si confrontano rivaleggiando fra loro. Il primo è un impero concepito sull'ideale di equilibrio interno nel rispetto della diversità. Ogni clan, gruppo, tribù e successivamente, nazione, riconosce un'unica fonte di potere sovrano, spesso attribuendole qualifiche divine o semidivine. L'unico riferimento dell'uomo inteso come appartenente alla specie umana in ogni campo del vivere e dello scibile, dal punto di vista sociale, economico, politico, religioso, militare od altro, sarebbe dunque divenuto il vertice imperiale, quale penultimo passaggio antecedente nella scala dell'autorità, alla divinità stessa
A questa concezione dell'Impero, assai ambiziosa, se ne contrappone un'altra, meno pregna dal punto di vista ideale, ma assai più concreta nelle forme di realizzazione politica. La seconda concezione di Impero infatti, intende occuparsi anch'essa di ogni aspetto della vita di una comunità, e se possibile elevare la comunità di riferimento alla sola presente, annettendo o sciogliendo al proprio interno ogni altra comunità, posta in condizione di inferiorità e sottomissione politica, economica e culturale, alla "comunità imperiale" e dal suo vertice, unica fonte di qualsiasi regola del vivere. Nate entrambe in Oriente, la prima in Akkad, dove Naram Sin fu il primo sovrano a farsi considerare divino, la seconda in Media e in Persia divennero nel corso dei secoli le concezioni tipiche del Potere la prima in Oriente, la seconda in Occidente.
La contrapposizione divenne insanabile all'interno dell'Impero Romano, con la fondazione dell'Impero Romano d'Occidente, ove rimanevano presenti l'aristocrazia senatoria, il cui potere venne assorbito dalle élite militari barbariche, e l'idea di Impero come organismo capace di annettere e dominare tutte le popolazioni ad esso sottomesse con la forza, contrapposta all'Impero d'Oriente. All'interno di quest'ultimo l'Imperatore aveva, anche in epoca cristiana, maggior peso di qualsiasi rappresentante religioso, e trattava le popolazioni soggette o abitanti i territori vicini ai propri territori, come nel caso degli Armeni, su un piano di rispetto della diversità e dell'equilibrio.
La notte di Natale dell'anno 800 quando il Papa Leone III incoronò Carlo Magno Imperatore del Sacro Romano Impero, fornisce la cartina di tornasole delle due concezioni imperiali. Se infatti il Papa, ancora influenzato dalle idee orientali, bizantine, intendeva fare di Carlo il "proprio Imperatore", capo di un impero universale ove ogni uomo riconoscesse nell'autorità imperiale sia pure "cristianizzata" e nelle mani di un esponente di un popolo "barbaro" l'unica fonte del Diritto in ogni campo della vita dell'uomo, ovunque vivesse e sotto qualunque autorità si trovasse a vivere, essendo l'imperatore investito dal Papa superiore a qualsiasi altra corona. Carlo intendeva invece l'Impero semplicemente come una vasta area geografica unitaria, ove le genti franche, da lui dominate, avessero l'egemonia su qualsiasi altro popolo, come i Longobardi residenti in Italia e sottomessi da Carlo stesso. A conferma di ciò, fu Carlo a incoronare il proprio figlio, Ludovico il Pio, Imperatore, giacché si trattava di una semplice investitura politica che quasi nulla aveva della idealità del concetto imperiale sostenuto dal Soglio Pontificale Romano.
Le due idee di Impero continuarono a confrontarsi con le epoche successive e a modificarsi con il passare di esse. Per un lunghissimo periodo sembrò che la seconda idea di Impero, sostenuta da Carlo Magno e da altri, fosse assai prevalente e vittoriosa. Vale a dire che l'imperialità consistesse nella sottomissione di popoli contigui e nel raggruppamento di molte province periferiche attorno a una sola capitale e dinastia o casata regnante, destinata al dominio di un popolo. In questo modo si formarono ad esempio i regni europei di Spagna, Francia e Inghilterra. L'idea di un impero fortemente connotato dal punto di vista religioso come unico riferimento e insieme speranza dell'umanità sembrava essere definitivamente declinata con la fine della dinastia imperiale sveva e contemporaneamente con la fine delle Crociate di Terrasanta, missione ad esso strettamente connessa..
Il Sacro Romano Impero Germanico si proclama erede dell'Impero Romano d'Occidente, così come, dopo il 1453 e la caduta di Costantinopoli, l'Impero Russo si proclama erede dell'Impero Bizantino, che a sua volta era la continuazione dell'Impero Romano d'Oriente. Persino i Sultani turchi dell'Impero Ottomano si proclamarono eredi dell'Impero Bizantino, ma di fatto erano più che altro eredi del Califfato Arabo e dell'Impero Achemenide persiano, riconducibili alla categoria del dispotismo orientale, così come l'Impero Cinese, l'Impero Persiano degli Shah, l'Impero Moghul e quello Giapponese.
Tutto cambiò con Napoleone Bonaparte e il neo-Impero francese, che pose fine nel 1806 al Sacro Romano Impero, il quale fu sostituito dall'Impero Austriaco, che se ne proclamò erede. Ma l'eredità dell'Impero d'Occidente fu poi rivendicata dalla Prussia e dall'Impero Tedesco di Bismarck e di Guglielmo II.
Se infatti certamente l'idea imperiale napoleonica era per un verso quella della annessione alla Nazione Francese, per i territori circonvicini, per la maggior parte del suolo europeo essa si esplicitò con l'arrivo, sulle baionette francesi, dei codici di legge napoleonici e della eredità politica sociale e legislativa della rivoluzione francese. Questa ideologia ancora una volta, seppure secolarizzata dalle forme religiose originarie a quelle giuridiche vedeva una unitarietà di regole e una unica fonte del diritto capace nel rispetto delle diversità di tenere sotto il proprio ombrello, tutte le popolazioni del mondo entro un sistema di diritti e garanzie dal potere politico esaltante i valori rivoluzionari di Uguaglianza, Solidarietà e Libertà.
Un tema simile si è presentato con l'evolversi delle istituzioni europee. Se da una parte infatti si è parlato di "imperialismo" americano, secondo il sistema dell'annessione e del dominio del popolo americano sul mondo assicurato dall'equilibrio del terrore durante la guerra fredda, quindi secondo l'idea di un impero capace di assorbire e dominare tutti i popoli del mondo annullando le diversità e anzi imponendo il modello di vita e di società liberista, dall'altra l'Unione europea appare come un modello di Impero del primo tipo. Ove vi è una unica fonte del diritto, quella europea, che può normare gli aspetti fondamentali del vivere e dell'"essere cittadini" nel mondo moderno, lasciando alle differenze nazionali la disciplina di dettaglio, ma affermando la superiorità ideale della UE, rispetto a ogni altra istituzione europea e tendenzialmente, seppur non dichiaratamente, mondiale.
Per quanto riguarda gli stati extraeuropei, si tratta di valutare come tradurre nelle lingue europee i titoli che hanno nelle rispettive lingue indigene. E la diplomazia europea ha riconosciuto ad alcuni, pochi, sovrani extrauropei il titolo di "imperatore". Alcuni di questi imperi, formalmente riconosciuti dalla diplomazia, hanno poco senso geopolitico. Infatti non è facile trovare nel transitorio impero di Corea le caratteristiche dell'impero geopolitico. Ma anche l'attuale Giappone non è impero in senso geopolitico, essendo paragonabile all'Italia o alla Germania attuale. L'Impero Centrafricano del dittatore Bokassa è ancora un impero solo in senso diplomatico.

Impero sovietico

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Impero sovietico.
Anche se non governata da un imperatore e autodichiarata anti-imperialista, l'Unione Sovietica mostrò tendenze comuni agli imperi nella storia:
  • espansione territoriale ottenuta attraverso l'invasione o la sovversione (come in Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia, Romania, Finlandia, Manciuria, Afghanistan).
  • forte potere centrale che controllava i governi di tutti gli stati satelliti
  • interferenze (incluso l'uso della forza militare) nelle politiche interne degli alleati (come in Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia).
Per queste ragioni, l'URSS è talvolta considerata da alcuni storici come uno dei principali imperi della storia, simile all'impero britannico e a quello romano, utilizzando anche alcuni elementi della politica estera zarista. I sostenitori dell'URSS rigettano tale teoria e ritengono che le relazioni tra l'Unione Sovietica e i paesi del suo "impero" erano stabilite da un rapporto di cooperazione volontaria.

Impero americano

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Una parte dell'opinione pubblica utilizza il concetto di impero con riferimento agli Stati Uniti del XXI secolo, per quanto tale associazione non sia da tutti condivisa. Un esempio è Slavoj Žižek nel libro Iraq:
« Il problema degli Stati Uniti oggi non è che sono un nuovo impero globale, ma che non lo sono: in altre parole, pur pretendendo di esserlo, continuano ad agire come uno stato-nazione, perseguendo i propri interessi senza sosta. »
Appare a costoro ben percettibile l'esistenza di un sistema simbolico degli USA, come pure sono facilmente ravvisabili, secondo la loro opinione, nella politica estera degli USA i segni caratteristici dell'imperialismo.

Imperi nella storia

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Lista di imperi.
Imperi continentali

Note

  1. ^ Introduzione a Claudio Mutti, Imperium. Epifanie dell'idea di Impero, Effepi, Genova 2005
  2. ^ Dalla dinastia degli Achemenidi alla Rivoluzione iraniana sotto la dinastia Pahlavi.
  3. ^ Dalla dinastia Qin alla Rivoluzione Xinhai sotto la dinastia Qing.
  4. ^ Dal Califfato dei Rashidun alla disgregazione del Califfato dei Fatimidi a causa della prima crociata e delle invasioni dei Selgiuchidi.
  5. ^ De jure l'imperatore è ancora il capo di Stato del Giappone
  6. ^ Dall'anschluss dell'Austria alla caduta del regime nazista.
  7. ^ Dalla colonizzazione delle Isole Fær Øer all'entrata della Groenlandia nel Regno di Danimarca, cessando lo status coloniale.
  8. ^ Dalla conquista di Ceuta (Nordafrica) alla cessione di Macao alla Cina.
  9. ^ Dalla conquista dell'impero azteco all'indipendenza del Sahara Occidentale.
  10. ^ Dalla colonizzazione dell'isola di Terranova alla cessione di Hong Kong alla Cina.
  11. ^ Dalla colonizzazione dell'Isola Ambon, tramite la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, all'indipendenza del Suriname.
  12. ^ Dalla colonizzazione di Port Royal (Canada) all'indipendenza di Vanuatu (vedi Nuove Ebridi ).
  13. ^ Dalla colonizzazione dell'Africa tedesca del Sud Ovest, corrispondente a gran parte della Namibia, alla privazione di tutti i possedimenti coloniali imposta dal Trattato di Versailles.
  14. ^ Dall'occupazione della città portuale di Massaua (Eritrea) nel Mar Rosso all'indipendenza della Somalia italiana.
  15. ^ Dall'annessione del Congo Belga a favore del Belgio, assumendo lo status coloniale, all'indipendenza del Ruanda-Urundi (poi Ruanda e Burundi).


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