sabato 12 marzo 2016

Gli Ordini Cavallereschi

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Gli ordini cavallereschi sono ordini di merito e distinzione creati dai sovrani europei dopo la fine delle Crociate, occasione in cui erano stati fondati gli Ordini religiosi cavallereschi.
La memoria di questi ordini militari crociati è stata poi idealizzata e romanticizzata, creando la concezione tardo-medievale della cavalleria, riflessa anche nei romanzi delciclo arturiano. Dopo il Rinascimento vennero creati nuovi ordini cavallereschi.
Dal secolo XI si assistette, anche per effetto della generale ricostituzione della società europea, ad un ingentilimento dei costumi dei cadetti, che si professavano protettori dei deboli, delle vedove e degli orfani, devoti ad una domina (da cui il nostro donna) alla quale prestavano giuramento di fedeltà e in nome della quale compivano le proprie gesta In generale il codice cavalleresco, cosa che poi ha contraddistinto il concetto di "cavaliere" nell'immaginario collettivo, ruotava intorno ad alcuni valori e norme di comportamento, come la virtù, la difesa dei deboli e dei bisognosi, la verità, la lotta contro coloro che venivano giudicati malvagi e gli oppressori, l'onore, ilcoraggio, la lealtà, la fedeltà, la clemenza e il rispetto verso le donne
Il momento magico dei cavalieri medioevali fu l'avventura delle Crociate, specie la prima, trascorso il quale iniziò la loro crisi lentamente per continuare, poi, sempre più rapidamente, crisi che culminerà nella battaglia degli Speroni d'Oro a Courtrai1302. In questa battaglia, simbolicamente ritenuta la fine dei cavalieri medioevali, come funzione militare definitiva, le truppe formate da mercanti ed artigiani delle Fiandre massacrarono i cavalieri francesi facendo mucchi dei loro speroni dorati. L'introduzione delle armi da fuoco dette poi il colpo di grazia alla cavalleria che vide sempre più le proprie cariche fermate da piogge di proiettili di archibugio o dai tiri dei cannoni.
Fu il tramonto della cavalleria come arma anche se le sopravvisse, sempre più mitizzata, quell'etica che era stata alla base della fraternitas, cui una stessa mentalità ed aspirazione di vita aveva legato i cavalieri.
Questa specie di «internazionale cavalleresca», che si era costituita tra l'XI ed il XIII secolo, perse davanti alle nuove fanterie comunali la propria funzione militare lasciando, tuttavia, un'eredità di valori e di miti che sarebbero durati nei secoli successivi.
Era lo spirito cavalleresco con la sua carica di leggenda che sopravviveva rappresentando valori che i posteri avrebbero esaltato, per non dire creato.
Questo spirito sopravvisse anche grazie agli ordini cavallereschi che ebbero una funzione reale fintanto che svolsero un'attività politico-militare, e cioè fino al Duecento ma che successivamente o scomparvero come i Templari ad opera di Filippo IV di Francia o si trasformarono in istituzioni puramente simboliche. Continuarono a sopravvivere invece quegli ordini che nati con ideali cristiani e militari, abbandonate progressivamente gli aspetti militareschi hanno mantenuto e rafforzato gli scopi umanitari come nel caso dell'Ordine di Malta e dell'Ordine teutonico.
« Così la stanca aristocrazia deride il proprio ideale. Dopo avere abbellito, colorato e reso in forma plastica con tutti i mezzi della fantasia, del talento, e della ricchezza il suo sogno appassionato di una vita bella, essa considerò che in fondo la vita non era affatto bella, e rise. »
(Huizinga - L'autunno del Medioevo)

Gli ordini di merito che conferivano ancora privilegi della Cavalleria medievale venivano talvolta descritti come ordini cavallereschi. In conseguenza di ciò alcuni stati repubblicani hanno preferito evitare la tradizionale struttura di ordini cavallereschi medievali e fondare nuovi ordini di merito, come ad esempio l'Ordine al Merito di Germania o l'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca.

Gli ordini di merito che conferivano ancora privilegi della Cavalleria medievale venivano talvolta descritti come ordini cavallereschi. In conseguenza di ciò alcuni stati repubblicani hanno preferito evitare la tradizionale struttura di ordini cavallereschi medievali e fondare nuovi ordini di merito, come ad esempio l'Ordine al Merito di Germania o l'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca. A differenza degli ordini degli stati repubblicani, gli ordini cavallereschi delle monarchie erano aperti ai nobili di nascita o conferivano titoli nobiliari, come l'Ordine militare di Massimiliano Giuseppe

Classificazione storica generale

Intorno alla metà del XVI secolo, gli ordini cavallereschi erano distinti in:
  • Ordini di croce: erano soggetti a regole religiose e avevano come insegna una croce che i cavalieri portavano sull'abito;
  • Ordini di collare: erano fondati da dinastie regnanti e conferiti a personaggi importanti, non erano soggetti a regole religiose ed avevano come insegna un collare (Ordine militare del Sangue di Gesù Cristo);
  • Ordini di sperone: erano creati da papi e sovrani per premiare benemerenze.
Nel XVIII secolo gli ordini cavallereschi vennero classificati in ereditari e acquisiti. Questi ultimi vennero classificati in:
  • religiosi, soggetti a regole religiose
  • militari, conferiti per ricompensare meriti militari;
  • onorari, conferiti per ricompensare meriti civili. Gli ordini onorari vennero distinti a loro volta in:
Grandi ordini, conferiti a membri di case regnanti;
Ordini di corte, conferiti a membri dell'aristocrazia;
Ordini di merito, accessibili per meriti a qualsiasi ceto sociale.
In seguito vennero proposte altre classificazioni:
  • Ordini cavallereschi per periodo di creazione:
Ordini cavallereschi medioevali: fondati durante il Medio Evo o il Rinascimento
Ordini cavallereschi moderni: fondati dopo il 1789
  • Ordini cavallereschi per religione:
Ordini cavallereschi cattolici: i membri devono essere esclusivamente di religione cattolica.
Ordini cavallereschi protestanti: i membri devono essere esclusivamente di religione protestante o riformata.
Ordini cavallereschi ortodossi: i membri devono essere esclusivamente di religione cristiano ortodossa.
  • Ordini cavallereschi per genere:
Ordini cavallereschi dinastici o monarchici: creati da un monarca che è fons honorum, sia esso regnante o meno.
Confraternite cavalleresche: fondate da un nobile, di alta o bassa nobiltà.
Fratellanze cavalleresche: fondate solo per uno specifico scopo.
Ordini cavallereschi votivi: fondati per un periodo di tempo limitato dai membri per attendere ad un voto fatto.
Ordini cavallereschi onorifici: costituiti soltanto da insegne onorifiche concesse ai cavalieri in occasioni di festività, composti solo da una coccarda o un distintivo di varia natura
Ordini finto-cavallereschi: conclamate imitazioni di ordini, privi di statuti e limitazioni.
D'Arcy Boulton nel 1987 classificò gli ordini cavallereschi nelle seguenti categorie:

Tipologie

Ordini dinastici o monarchici

  • Gli ordini monarchici o dinastici sono ordini cavallereschi legati alla persona del sovrano. Tra quelli fondati nel tardo medioevo (quattordicesimo e quindicesimo secolo) ci sono:
  1. Ordine di San Giorgio, fondato da Carlo I d'Ungheria nel 1325
  2. Ordine della Giarrettiera, fondato da Edoardo III d'Inghilterra nel 1348
  3. Ordine Supremo della Santissima Annunziata, fondata da Amedeo VI di Savoia nel 1362.
  4. Ordine dell'Ermellino, fondato da Giovanni V, duca di Bretagna nel 1381, fu il primo ordine ad accettare le donne
  5. Ordine dell'Arcolaio, fondato dalla regina Margherita moglie di Carlo III re di Napoli, durante il regno di suo figlio Ladislao, fu il primo ordine italiano ad accettare le donne
  6. Ordine del Drago, fondato in 1408 da Sigismondo d'Ungheria
  7. Ordine del Toson d'Oro, fondato dal duca Filippo III di Borgogna nel 1430
  8. Ordine di San Michele, fondato da Luigi XI di Francia nel 1469
  • Ordini post medievali. Tra essi ci sono:
  1. Ordine di Santo Stefano Papa e Martire (1561)
  2. Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1573) nato dalla fusione dell'Ordine Cavalleresco e Religioso di san Maurizio e dell'Ordine per l'Assistenza ai Lebbrosi di san Lazzaro
  3. Ordine dello Spirito Santo (1578)
  4. Ordine del Redentore (1608)
  5. Ordine del Cardo (1687)
  6. Ordine di San Giuseppe (1807)
  7. Ordine della Corona di Ferro (1805 e 1816)
  8. Ordine della Croce Bianca (o Ordine della Fedeltà), fondato da Ferdinando III del Granducato di Toscana nel 1814
  1. Ordine del Toson d'Oro (ramo austriaco)
  2. Ordine dello Spirito Santo
  3. Ordine del Principe Danilo I di Montenegro
  4. Ordine di San Pietro di Cettigne

Confraternite cavalleresche

Le confraternite cavalleresche sono ordini di cavalleria con la presidenza nelle mani di un nobile:
  • Gli ordini principeschi sono stati fondati da nobili di alto rango, e la maggior parte di loro sono stati creati ad imitazione dell'Ordine del Toson d'Oro, dopo il 1430:
  1. Ordine di Santa Caterina, fondato da Uberto, Delfino del Viennese nel 1335 circa
  2. Ordine di Sant'Anthonio, fondato da Alberto I di Baviera nel 1384
  3. Ordine dell'Aquila, fondato da Alberto von Habsburg nella società 1433
  4. Ordine di Nostra Signora (Ordine del cigno), fondato da Federico II di Brandenburg nel 1440
  5. Ordine di Sant'Uberto, fondato da Gerardo V di Jülich e di Berg nel 1444
  6. Ordine della Luna Crescente, fondato da Renato d'Angiò nel 1448
  7. Ordine di San Gerolamo, fondato da Federico II di Sassonia nel 1450
  • Ordini baronali, fondati dai nobili di minore nobiltà:
  1. Ordine di San Uberto (Barrois), 1422
  2. Nobile Ordine di San Giorgio di Rougemont, chiamato anche Confraternita di San Giorgio di Borgogna (Franca Contea, 1440).

Fratellanze cavalleresche

Le fratellanze cavalleresche sono ordini cavallereschi sono stati formati ad hoc per certa impresa:
  1. Ordine del Cigno Nero, fondato da 3 principi e da 11 cavalieri in Savoia (1350)
  2. Corpo e Ordine di Tiercelet, fondato dal visconte di Thouars e 17 barons in Poitou (1377-1385)
  3. Ordine della Mela, fondato da 14 cavalieri in Auvergne (1394)
  4. Compagnia del Levriero, fondato da 44 cavalieri nel Barrois (1416-1422), successivamente si è convertito nella Confraternita di San Uberto.

Ordini votivi

Gli ordini votivi sono ordini cavallereschi creati temporaneamente in base ad un voto: erano divertissiment cavallereschi cortesi piuttosto che reali impegni come nel caso degli ordini fraterni.
  1. Emprise de l'Escu vert à la Dame Blanche, fondata da Jean Le Maingre e da 12 cavalieri nel 1399 per la durata di 5 anni
  2. Impresa del ferro del prigioniero (Emprise du Fer de Prisonnier ) fondato da Giovanni di Borbone e 16 cavalieri nel 1415 per la durata di 2 anni
  3. Impresa della bocca del drago (Emprise de la gueule de dragon ) fondata dal conte Jean de Foix nel 1446 per un anno.

Falsi ordini[modifica | modifica wikitesto]

I falsi ordini erano delle creazioni che seguivano la moda cavalleresca per il divertimento dei principi. Erano senza statuti e privi di un numero prefissato di membri:
  1. Ordre de la Cosse de Genêt fondato da Carlo VI di Francia nel 1388
  2. Ordine del Porcospino, creato da Luigi d'Orléans nel 1394
  3. Ordine della Colomba, Castiglia, 1390
  4. Ordine della Scala di Castiglia, ca. 1430

Ordini onorifici

Gli ordini onorifici erano insegne onorifiche concesse ai cavalieri nelle occasioni festive, non consistenti in null'altro che nell'insegna:
  1. Ordine del Santo Sepolcro, concesso ai cavalieri che avevano compiuto il pellegrinaggio a Gerusalemme, dal quindicesimo secolo.
  2. Cavalieri di Santa Caterina del Monte Sinai, simile al precedente, concesso dall'undicesimo al quindicesimo secolo.
  3. Ordine dello Speron d'Oro, ordine papale
  4. Ordine del Bagno, in Inghilterra

Ordini Cristiani

Gli ordini cristiani sono ordini istituiti con bolle papali o patriarcali, solitamente hanno carattere internazionale e sono quindi riconosciuti in tutto il mondo civilizzato. Sono retti da Principi Gran Maestri a cui sono delegati i poteri di attribuzione di titoli nobiliari, registrati con atto notarile, a coloro i quali per meriti e condotta se ne siano resi degni.
I titoli sono riconosciuti ufficialmente nelle nazioni ove sia presente una forma di governo monarchico (Regno Unito, Principato di Monaco, Spagna) e riconosciuti anche da nazioni come per esempio la Francia. Gli Ordini hanno finalità benefiche ed evangeliche.

Ordini di Rango e Nobilitazione della Santa Sede nei secoli

La Milizia Aurata o Speron d'Oro è stata "usata" quale titolo di rango e nobilitazione fino al 1841, unico conferimento della Santa Sede a riconoscere nobiltà gentilizia e a concedere nobiltà ereditaria, nonché, con analogo valore, sostituito dall'Ordine Piano e in particolare dal Cavalierato di Prima Classe, poi di Gran Croce, fondato da Pio IX e anch'esso denobilitato da Pio XII nel 1939. Vedere: Cesare Brancaleone, "Legislazione Nobiliare Pontificia-La Nobiltà Romana", Rivista Araldica, Collegio Araldico Romano, 1903 e Temistocle Bertucci, Titoli Nobiliari e Cavallereschi Pontifici, Collana di Monografe Storico-Genealogico-Cavalleresche "Mentore",Roma, 1925 (Anastatica: Edizioni C.L.D. Libri, 2009).

Norme sull'uso delle decorazioni

Nell'utilizzo delle decorazioni degli ordini cavalleresci esistono delle norme precise circa l'abbigliamento e la disposizione delle varie decorazioni secondo un ordine prestabilito. Di norma viene data precedenza alle onorificenze nazionali. L'onorificenza di grado più elevato viene sempre per prima, da destra verso sinistra se si tratta di medaglie o croci sospese da nastrini, dall'alto al basso se si tratta di placche da petto.
Se l'insignito ha ricevuto più gradi della stessa onorificenza si indossa sempre e solo l'insegna del grado più elevato. Per la precedenza tra le insegne degli ordini cavallereschi, si dà maggiore importanza agli ordini cavallereschi in base all'anno di fondazione ed alle loro caratteristiche (ordini supremi, ordini civili, ecc.). Nel caso di onorificenze concesse anche da Paesi esteri si dà precedenza prima alle decorazioni del proprio stato di origine e poi a quelli degli altri stati. Se ci si trova all'estero, le onorificenze ricevute da quello Stato vengono di regola portate subito dopo le onorificenze nazionali.
Le onorificenze straniere hanno precedenza su quelle nazionali in ricorrenza di feste, ricevimenti o solennità particolari che coinvolgano un paese straniero.

Utilizzo di abiti particolari

Nell'uniforme vengono portate le decorazioni come previsto da ciascun ordine, sia che si utilizzi un'uniforme militare o istituzionale (come ad esempio quella delle ambascerie). Nel caso di ordini cavallereschi che adottino un'uniforme propria, essa viene indossata unicamente nelle cerimonie previste da quell'Ordine.
  • Nel frac le decorazioni vengono portate come segue: una sola fascia di gran croce (posta sul panciotto della giacca), una sola commenda, una o più placche. Le decorazioni a medaglia si portano nel formato miniatura sul risvolto sinistro della marsina.
  • Nello smoking, si portano unicamente le decorazioni nel formato miniatura sul risvolto sinistro della giacca con l'opzione di una sola rosetta da occhiello.
  • Nell'abito da visita è consentito portare solo una rosetta all'occhiello.

Bibliografi

  • Cesare Brancaleone, "Legislazione Nobiliare Pontificia-La Nobiltà Romana", Rivista Araldica, Collegio Araldico Romano, 1903
  • Temistocle Bertucci, Titoli Nobiliari e Cavallereschi Pontifici, Collana di Monografe Storico-Genealogico-Cavalleresche "Mentore",Roma, 1925 (Anastatica: Edizioni C.L.D. Libri, 2009).
  • D'Arcy Jonathan Dacre Boulton, ‘'The knights of the crown : the monarchical orders of knighthood in later medieval Europe, 1325 – 1520'’, Woodbridge, Suffolk: Boydell Press, Palgrave Macmillan (February 1987). ISBN 0-312-45842-8. Second revised edition (paperback): Woodbridge, Suffolk and Rochester, NY: Boydell Press, 2000.
  • Richard W. Kaeuper, Elspeth Kennedy, Geoffroi De Carny, ‘'The Book of Chivalry of Geoffroi De Charny: Text, Context, and Translation'’, University of Pennsylvania Press (December, 1996). ISBN 0-8122-1579-6.
  • Domenico Libertini, Gli Illeciti Penali in Tema di Conferimento ed Uso di Onorificenze, in Rivista di Polizia, n.7, 1994.
  • Domenico Libertini, Nobiltà e Cavalleria nella tradizione e nel diritto, Tivoli, 1999.
  • Domenico Libertini, Osservazioni sulle prerogative del sovrano spodestato, in Rivista di Polizia, n. 3-4, 1997.
  • Domenico Libertini, Sull'illecito conferimento di onorificenze cavalleresche, nota a sentenza n. 9737 del 16 giugno 1999 della Sezione III della Cassazione, in Rivista di Polizia, n. 5-6, 2000.
  • Domenico Libertini, Dagli Antichi Cavalieri agli attuali Ordini Cavallereschi, Città di Castello, 2009
  • Alessandro Gentili, La disciplina giuridica delle onorificenze cavalleresche, in Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, Roma, n. 2/1991.

Voci correlate

La "rotta balcanica" dei migranti prima e dopo la chiusura delle frontiere nell'Europa dell'Est

2016-03-11 10_39_41

La "rotta balcanica" era il percorso compiuto dai migranti mediorientali che dalla Turchia passavano in Grecia e poi attraversavano la Macedonia, la Serbia, l'Ungheria e l'Austria per arrivare in Germania.
Nell'estate del 2015 questo percorso ha raggiunto livelli così imponenti da spingere molte nazioni a chiudere i confini e a costruire muri di cemento e filo spinato per bloccare l'immigrazione di massa.
Bisogna premettere che già la Bulgaria aveva costruito un muro ai confini della Tracia, cioè della regione europea della Turchia, convogliando così i flussi verso la Grecia, il cui governo di sinistra, presideduto da Tsipras, portava e porta tutt'ora avanti politiche di accoglienza senza limiti, così come il governo italiano presieduto da Matteo Renzi.
Il primo paese della rotta balcanica a bloccare le frontiere e a costruire un muro è stata l'Ungheria del presidente Orban, che ha così impedito il passaggio dalla Serbia all'Ungheria, in modo tale che i flussi migratori si spostassero lungo la Croazia e la Slovenia, per passare poi in Austria e in Germania.
Poco dopo, però, tutti i paesi slavi dell'Unione Europea hanno deciso di chiudere le frontiere: repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia, la quale ultima ha incominciato a costruire un muro ai confini con la Croazia.
Successivamente anche la Croazia ha chiuso le frontiere, seguita, nel marzo 2016, dall'Austria e infine dalla Macedonia.
A quel punto i migranti si sono trovati bloccati a Idomeni, in Grecia, o meglio al confine tra Grecia e Macedonia.
Nel frattempo il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha convocato un vertice straordinario senza arrivare a una decisione e rimandando il tutto alla settimana successiva.
La Turchia chiede svariati miliardi di euro per stabilizzare i migranti nel proprio territorio.



Nel frattempo il presidente della regione Puglia, Emiliano, del Partito Democratico, ha proposto che l'Italia mandi dei traghetti in Albania per trasportare i migranti della rotta balcanica in Italia.
A questo punto, se la situazione non si sblocca, la rotta balcanica finirà per diventare un passaggio dall'Albania all'Italia tramite la Puglia, raddoppiando così il flusso migratorio, già imponente, che proviene dalla Libia tramite Lampedusa e la Sicilia.


Simboli nordici e loro significato











Symbols:




Il Triskell, simbolo solare del Druidismo, come anche la Croce Celtica. Il Giglio di Francia nascerebbe come derivazione della simbologia solare gallica, per il tramite della rappresentazione stilizzata operata dai Franchi delle effigi monetarie dei re Merovingi, con i lunghi capelli discriminati nel mezzo.
Sotto c'è un simbolo del neopaganesimo romano o Via Romana agli Dei. Sopra abbiamo la Svastica, che, prima di diventare l'emblema del Nazismo, era un simbolo solare. Sopra vediamo il simbolo della religione Asatru, che riprende il paganesimo nordico del culto degli dei Asi o Aesir. Sopra ancora, sulla Norvegia, c'è il simbolo della O stilizzata di Odino, Padre degli Dei nordici. Sotto c'è il simbolo del Sole Nero, che fu usato in ambito mistico ed esoterico e infine ripreso dalle SS naziste nel castello di Wewelsburg.
Nella zona rossa abbiamo la versione greca della svastica, utilizzata dal partito Alba Dorata, e la versione slava circolare con otto braccia, simbolo del paganesimo slavo. Infine vi è il Tridente ucraino, o Falco Pendente stilizzato, con la testa rivolta verso il basso.

Bind Runes:

Bind runes.:

Symbols:

norse symbols | Gallery | norse symbols:

Mjöllnir  


Nella mitologia norrena Mjöllnir è il martello di Thor, il dio del lampo e del tuono, che lo usa come arma da lancio.
È un oggetto magico. La sua proprietà è quella di ritornare sempre al suo padrone dopo aver colpito (a modo di boomerang) e quella di sprizzare scintille quando saetta nell'aria.
Questo martello da guerra, forgiato da Brok e Eitri, aveva un'enorme potenzialità distruttiva ed era simbolicamente associato al lampo. Se lanciato ritornava nelle mani del possessore dopo aver colpito la preda. Soltanto Thor e suo figlio, Magni, erano in grado di sollevarlo. Il racconto di come Thor venne in possesso di Mjöllnir viene narrato nel poema Thorsdrapa del XII secolo.


Per maneggiare quest’arma formidabile, anche un dio come Thor aveva bisogno di speciali guanti in ferro e di una cintura che raddoppiasse la forza di colui che la indossava. L'impatto di Mjöllnir causava potenti rombi di tuono, e dal nome di questa divinità deriva la parola "tuono" in molte lingue germaniche.

Riproduzioni del martello erano molto popolari in Scandinavia e utilizzate nei Blót e in altre cerimonie sacre, ad esempio i matrimoni. Nel 1925, a Gotland, un martello venne posto sul letto degli sposi novelli per portare fertilità alla nuova famiglia. Durante il periodo di conversione al cristianesimo, fu in competizione con il simbolo della croce e talvolta indossato dietro di essa.
Con il suo Martello Thor indugiava nel suo sport preferito: uccidere i giganti. La maggioranza dei miti pervenutici sulle imprese di Thor e iscrizioni su monumenti, indicano che Thor era uno tra gli dei preferiti degli antichi scandinavi.
Nel Trymskvida, la più leggera e divertente avventura di Thor, il gigante Thrym ruba di nascosto Mjöllnir al dio e chiede in cambio la bella Freyja.

A quali paesi europei sono ispirati i regni della Terra di Mezzo?



Il Riddermark di Rohan potrebbe corrispondere al nord della Germania, nelle zone comprese tra la Vestfalia e la Sassonia.
Già la bandiera di Rohan, con il suo cavallo bianco su sfondo verde, assomiglia a quella del cavallo bianco in campo rosso presente sia nello stemma della Vestfalia che in quello della Bassa Sassonia.



Bassa Sassonia – Stemma

Tolkien conosceva quelle zone non soltanto come studioso di cultura e filologia germanica, ma anche perché aveva combattuto, durante la Prima Guerra Mondiale, sul fronte occidentale, tra la Francia del nord e la zona settentrionale della Germania. comprendente proprio la Vestfalia e la Bassa Sassonia.

Riguardo alla Contea, è lo stesso Tolkien a dire più volte che è ispirata all'Inghilterra agreste del periodo precedente la rivoluzione industriale.

Partendo da questo presupposto può essere utile sovrapporre la mappa della Terra di Mezzo a quella dell'Europa, con la stessa scala, e posizionandola in modo che la Contea e l'Inghilterra coincidano.

Scopriremo allora che in effetti Rohan si trova in Germania e in Austria.

E con una certa sorpresa scopriremo anche che Gondor si trova in Italia.

Ma la cosa non dovrebbe sorprenderci più di tanto.

Non siamo forse una terra di frontiera? Non stiamo forse fronteggiando un'invasione?

Siamo gli eredi un antico impero, come Gondor era l'erede di Numenor.

I resti dell'Antica Roma sono in rovina come quelli di Osgiliath.

In alcuni scritti, Tolkien disse di essersi ispirato all'architettura bizantina di Ravenna per alcuni edifici di Minas Tirith.

Mordor si troverebbe in Transilvania e in Valacchia, le terre di Dracula, e anche questo potrebbe avere un senso...

Origine dell'espressione "Notte dei Lunghi Coltelli". Perché fu chiamata così?


 I
l termine "notte dei lunghi coltelli" non si deve solo alla strage perpetrata da Hitler contro le SA ma ha un origine più antica: risale al 1868, in India, dove, nei festeggiamenti per i 100 anni di dominio inglese alcuni rajah tentarono di ribellarsi (inutilmente) per riguadagnare l'indipendenza del loro paese. Il pugnale cui gli indiani facevano riferimento era il famosissimo Kriss di salgariana memoria.








L'origine del Giglio Francese, le Fleur de Lys e dell'Ordine dello Spirito Santo.

The Holy Spirit as a White Dove with a an olive branch, designed  in celtic Gallic style, became the model for the French Fleur de Lys.:

The Holy Spirit as a White Dove with a an olive branch, designed in celtic Gallic style, became the model for the French Fleur de Lys.



Il giglio è una figura araldica, una delle quattro figure più popolari con la croce, l'aquila e il leone. È classificato abitualmente tra le figure naturali. In Francia è divenuto, a partire dal Medio Evo l'emblema della regalità. Fu usato come ornamento sul blasone e sul sigillo dei re francesi capetingi.
Il giglio araldico ha poco a che vedere con il giglio che si trova nei giardini (utilizzato in araldica con il nome di giglio di giardino). È considerato una alterazione grafica del Fleur de Lys, ossia dell'iris delle paludi (Iris pseudacorus L. o 'iris gialla') che, secondo la tradizione, fu scelto nel V secolo come simbolo da Clodoveo (che abbandonò le mezze lune nel proprio blasone), re dei Franchi, dopo la sua vittoria riportata a Vouillé sui Visigoti ad ovest di Poitiers e che si trova in abbondanza sui bordi dei fiumi Lys e Senne in Belgio.



In Inghilterra il Fleur de Lys, di colore giallo oro, fu interpretato come fiore di ginestra e diede il nome alla dinastia reale dei Plantageneti (pianta di ginestra, appunto) fondata da Enrico II, che era erede della dinastia normanna per parte di madre, mentre era erede dei ducati di Angiò e Maine per parte di padre. Lo stemma di tali ducati comprendeva il Fleur de Lys.

Un'ipotesi più recente riguardo all'origine del Fleur de Lys come simbolo e fondamento della regalità, lo riconnette al cristianesimo e fa derivare il blasone reale dal battesimo di Clodoveo, con interventi divini assai variabili a seconda degli autori, che fanno del giglio sia il simbolo della purezza della Vergine, sia quello della Trinità (con i suoi 3 lobi e/o la sua tripla presenza), e in particolare dello Spirito Santo, raffigurato come colomba con la testa in giù, rivolta al battezzato.



In altre varianti lo Spirito Santo fuoriesce da un'ampolla, assumendo comunque forma di colomba.



La raffigurazione celtica, e in particolare gallica, dello Spirito Santo come colomba potrebbe dunque aver trovato una stilizzazione che ricordava nella forma il Fleur de Lys.

Interessante è ritrovare entrambi i simboli nell'emblema dell'Ordine dello Spirito Santo, collegato alla monarchia francese e quindi alla dinastia dei Borbone.



L’Ordre du Saint-Esprit (Ordine dello Spirito Santo) fu nei due secoli e mezzo della sua esistenza, il più prestigioso ordine cavalleresco della monarchia francese, e uno dei più importanti d'Europa.


Il 31 dicembre 1578, in piena guerra di religioneEnrico III fondò l' Ordre du Saint-Esprit, il cui scopo era di proteggere il Re di Francia, in quanto persona sacra.
Il monarca scelse il nome di Spirito Santo per quest'Ordine, in riferimento alla sua propria nascita, alla sua incoronazione sul trono di Polonia, e in seguito su quello di Francia, tre avvenimenti accaduti il giorno della Pentecoste.
Benché quest'Ordine fosse inizialmente riservato ai più alti dignitari del regno, il re Enrico IV permise ad un numero ristretto di monarchi e di grandi signori stranieri di confessionecattolica, d'entrarvi. Un tributo specifico chiamato marco d'oro fu stabilito per provvedere ai bisogni dell'Ordine, la cui sede si trovava presso il convento dei Grands Augustins a Parigi. Il suo motto era: Duce et Auspice.
Soppresso nel 1791 durante la Rivoluzione francese, l' Ordre du Saint-Esprit fu ripristinato nel 1814 dal re Luigi XVIII e definitivamente abolito da Luigi Filippo I nel 1830.
In seguito divenne un ordine dinastico e fu conferito a diversi pretendenti al trono di Francia.

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Organizzazione

L'ordine era dotato di personalità giuridica e ciò permetteva particolarmente al sovrano di utilizzarlo per riscuotere i prestiti. La direzione era riservata al re che ne era il sovrano gran maestro (souverain grand maître). L'amministrazione dell'ordine era affidata a diversi ufficiali, fra questi i più nobili si fregiavano del titolo di commendatore dell'ordine. I membri erano suddivisi in diverse classi:
  • i cavalieri: in numero di cento, venivano scelti tra la più alta nobiltà del regno. Il re poteva scegliere teoricamente ogni nobile che dimostrasse i tre gradi di nobiltà (delle prove false erano talvolta accettate ma i nobilitati restavano esclusi); nondimeno i membri delle famiglie ducali erano tra i più rappresentati nei ranghi dei cavalieri. I cavalieri del Saint-Esprit erano ugualmente cavalieri dell'Ordine di San Michele, ed è per questo che spesso venivano chiamati: cavalieri degli Ordini del re.
  • i commendatori: si trattava di ecclesiastici, in numero di otto. L'ordine doveva contare all'origine quattro cardinali o arcivescovi e quattro vescovi, ma questo rapporto non fu sempre rispettato. Il Grande elemosiniere di Francia (grand aumônier de France) era commendatore-nato dell'ordine quindi non rientrava tra gli otto. I commendatori, essendo ecclesiastici, non potevano essere cavalieri di San Michele.
  • i commendatori ufficiali: si trattava dei quattro più alti ufficiali dell'ordine. Erano assimilati in dignità ai cavalieri ed erano come loro cavalieri di San Michele. Non esisteva nessuna condizione di nobiltà per gli ufficiali dando così la possibilità al re di utilizzare queste funzioni per onorare persone recentemente nobilitate. Gli esempi più conosciuti sono quelli diColbert, di Le Tellier per Luigi XIV o ancora verso la fine del regno, quello del ricco finanziere Antoine Crozat, (marchese di Chatel di fresca data), che fu grande tesoriere dell'Ordine. Questi incarichi potevano tuttavia essere esercitati pure da cavalieri o commendatori ecclesiastici. I quattro commendatori ufficiali erano: il cancelliere e guardasigilli, il prevosto e cerimoniere, il gran tesoriere, il cancelliere.

Composizione

Il re di Francia era Sovrano e Gran Maestro ("Souverain Grand Maître") dell'Ordine e a lui spettavano tutte le nomine dell'Ordine. I membri erano così suddivisi al loro interno:
  • 4 ufficiali
  • 8 membri ecclesiastici
  • 100 cavalieri
Inizialmente quattro degli 8 membri di rango ecclesiastico dovevano essere cardinali, e gli altri quattro dovevano essere arcivescovi o prelati di rilievo anche se in tempi successivi minor rigore venne posto sulla presenza di cardinali, mentre si dispose che tutti fossero grandi prelati del Regno.
I membri dell'Ordine dovevano essere tutti di religione cattolica ed in grado di mostrare i tre quarti di nobiltà. L'età minima per avere accesso all'ordine era di 35 anni con alcune eccezioni:
  • I figli del re erano membri dalla nascita, ma non ricevevano le insegne dell'Ordine sino a 12 anni di età
  • I Principi di Sangue potevano essere ammessi all'Ordine dall'età di 16 anni
  • Membri di casate reali straniere potevano essere ammessi all'ordine dall'età di 25 anni
Tutti i Cavalieri dell'Ordine erano anche membri dell'Ordine di San Michele e per tale motivo godevano dell'appellativo generale di "Chevalier des Ordres du Roi" (Cavaliere degli Ordini del Re).

Insegne


Dipinto di Re Enrico III di Franciacon le vesti dell'ordine
L'insegna dell'Ordine è una croce, simile alla croce di Malta, a quattro bracci biforcati, pomati d'oro, accantonati da un giglio e caricata di una colomba d'argento ad ali spiegate e con la testa rivolta verso il basso. In occasione delle cerimonie, la croce degli ufficiali e dei commendatori ufficiali era appesa a un collare formato da gigli e da differenti motivi dorati. Più generalmente, la croce era sospesa a un largo nastro di color cangiante blu cielo, da qui il soprannome di cordon bleu ai cavalieri che lo indossavano ad armacollo, dalla spalla destra al fianco sinistro. I commendatori la portavano intorno al collo. I cavalieri e i commendatori ufficiali portavano inoltre una croce dello Spirito Santo, ricamata, sul petto.
Per le cerimonie dell'Ordine e quando i cavalieri dell'Ordine svolgevano momenti di comunione, indossavano tutti un lungo mantello di velluto nero ricamato con fiamme rosse ed oro e con la rappresentazione sui lati delle insegne dell'Ordine. Come il mantello reale, anche questo mantello aveva le spalle coperte di ermellino.

Storiografi degli ordini del re