sabato 7 maggio 2016

I Targaryen e la profezia delle tre teste del drago



Nella Casa degli Eterni, a Qarth. Daenerys Targaryen ha alcune visioni profetiche, unite a rievocazioni del passato della sua famiglia, in particolare di suo fratello Rhaegar.

Figlia della tempesta, Madre dei draghi, figlia di tre, il Drago ha tre teste.

“Tre teste ha il drago” è la stessa cosa che le dice Rhaegar nella visione.

“Madre di Draghi” si riferisce al fatto che Dany ha risvegliato i suoi tre draghi dalle uova di pietra. “Figlia della tempesta” si riferisce alla tempesta durante la quale è nata Dany. “Figlia di tre” è più misterioso. Può riferirsi al fatto che è “rinata” con i suoi tre draghi, oppure per la ripetizione del numero tre, che ricorre in tutte le profezie seguenti.

“…tre fuochi dovrai accendere… uno per la vita, uno per la morte e uno per l’amore…”

Il primo fuoco è quello acceso da Dany sulla pira funeraria di Drogo, che ha dato vita ai draghi.

Il fuoco per la morte potrebbe indicare quello che scatena Drogon contro gli Eterni, uccidendoli. Oppure potrebbe significare il fuoco dei draghi che sarà usato contro gli Estranei. C’è comunque incertezza.

Il terzo fuoco è infine “un fuoco per l'amore”. Riguarda Daario Naharis.


“...tre destrieri dovrai cavalcare… uno per il piacere, uno per il terrore e uno per l’amore…”


Quello cavalcato per il piacere è probabilmente Drogo. Quello per il terrore forse un drago, che sarà temuto dai suoi nemici, oppure una persona che Dany arriverà a temere. Alcuni lettori, infine, ritengono che il destriero per l’amore indica che Dany si innamorerà di Jon Snow, ma questa è solamente una congettura, anche perché, stando alla più accreditata teoria, Jon è figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark e di conseguenza sarebbe nipote di Daenerys. Tuttavia va detto che nella casa Targaryen i matrimoni tra consanguinei erano la norma.

“...tre tradimenti dovrai conoscere… uno per il sangue, uno per l’oro e uno per l’amore…”


Il tradimento per il sangue sembrerebbe quello perpetrato da Mirri Maz Duur, che causa la morte di Rhaego, il figlio di Dany. Gli altri tradimenti riguardano Jorah Mormont, che ha accettato oro per riferire i suoi movimenti al Re di Westeros.


Se ipotizziamo che Dany si innamorerà di Jon e che vorrà sposarlo, il tradimento per l’amore potrebbe essere quello di Jon, che per amore di Dany “tradisce” il suo giuramento di Guardiano della Notte.

Nei libri, Dany sembra essere convinta di aver già subito tutti e tre i tradimenti, anche se la questione è tutt'altro che certa e chiusa.

Viserys che urla, oro liquefatto scorre giù lungo le sue guance, allagandogli la gola. Un lord dalla pelle bronzea e dai lunghi capelli argentei è in piedi a fianco del vessillo di uno stallone di fuoco, con una città in fiamme dietro di lui. Rubini schizzano via come gocce di sangue dal petto di un principe morente che si accascia nell’acqua, mormorando il nome di una donna. “…Madre dei draghi, figlia della morte…”

“Figlia della morte” suggerisce che queste sono tre morti importanti nella vita di Dany. La prima è quella di Viserys; la seconda persona è Rhaego, o meglio Rhaego come sarebbe stato se fosse vissuto. Il terzo è Rhaegar, che viene ucciso da Robert sul Tridente. Rimane il dubbio sul nome della donna pronunciato dal Principe della Roccia del Drago: Elia Martell o Lyanna Stark?

Scintillante come il tramonto, una spada rossa si solleva nel pugno di un re dagli occhi azzurri che non proietta alcuna ombra. Un vessillo rappresentante un drago garrisce nel vento davanti a folle giubilanti. Da una torre fumante, una grande bestia di pietra dispiega le ali, respirando fiamme di tenebra. “…Madre dei draghi… sterminatrice della menzogna…”

Ancora, “sterminatrice della menzogna” implica che queste sono tre menzogne che Dany e la sua famiglia dimostreranno essere false. La prima visone mostra Stannis con in pugno Portatrice di Luce. Questo indica che sarà Jon a dimostrare che Stannis non è Azor Ahai rinato. La seconda visione rappresenta il drago di un guitto. Secondo molti il guitto altri non sarebbe che Tyrion Lannister, la terza testa del drago, in quanto figlio di Aerys Targaryen e Joanna Lannister (cugina e moglie di Tywin Lannister, che dunque aveva ragione nel dire a Tyrion, prima di morire: "Tu non sei mio figlio)
Sulla teoria di Tyrion come terzo cavalcatore del drago si rimanda al post successivo a questo.



Il drago di pietra sembra essere quello che Melisandre vuole che Stannis risvegli; in realtà sarà Melisandre a risvegliare Jon dalla morte.

La sua cavalla argentea avanza al trotto nell’erba alta, dirigendosi verso un limpido torrente, al cospetto di una prodigiosa volta stellata. Un cadavere in piedi sulla prora di una nave, occhi che brillano nel volto livido, un sorriso triste sulle labbra grigie. Il riferimento è ad un membro della famiglia Greyjoy, forse Euron o Victarion.

 Un fiore azzurro nasce da una cavità in una muraglia di ghiaccio, l’aria è piena di fragranza: qui è evidente il riferimento alle rose blu che Rhaegar Targaryen aveva donato a Lyanna Stark, sia al torneo di Harrenhal che alla Torre della Gioia. L'aria della stanza in cui Lyanna muore dopo aver dato alla luce Jon è piena della fragranza delle rose blu, così ricorda Ned Stark e così vede Bran nella sua visione. Il fiore azzurro nella muraglia di ghiaccio, cioè la Barriera, è dunque palesemente il riferimento a Jon Snow come figlio di Rhaegar e Lyanna

“Madre dei draghi, sposa del fuoco…”

Anche in questo caso la traduzione italiana è libera, l’originale inglese dice: ‘Bride of death’, letteralmente “sposa della morte”. In ogni caso: “sposa”… sono questi i tre mariti di Dany? La prima scena rappresenta Dany che cavalca verso il torrente dove ha consumato il suo matrimonio con Drogo. La seconda è difficile da decifrare. Alcuni hanno suggerito che si può interpretare “sorriso sulle labbra grigie” come (dall’inglese) gray + joy o Greyjoy; ad indicare che Dany inizierà una relazione con Theon o Euron. La terza visione è una rosa blu che cresce sulla Barriera (la muraglia di ghiaccio). Poiché la rosa blu è il fiore favorito da Lyanna, questo potrebbe indicare che Jon è suo figlio e che Dany si innamorerà di lui. Inoltre se mettiamo in correlazione questo passo con quello dei tre destrieri è possibile che siano descritte le stesse persone.

Ombre che vorticano, che danzano all’interno di una tenda, prive di scheletro, evocatrici di qualcosa di terribile.

Mirri Maz Duur che chiama le ombre per tentare di resuscitare Drogo.


Una bambina corre a piedi nudi verso una grande casa dalla porta rossa.


Dany e la sua casa a Braavos con Willem Darry.


Mirri Maz Duur urla avvolta dalle fiamme, e un drago esce dalla sua fronte.


Dany che brucia Mirri Maz Duur viva sulla pira di Drogo, dalla quale nascono i suoi tre draghi.


Un cavallo argenteo trascina il cadavere di un uomo nudo, ridotto a un cumulo di piaghe.


Questo è ciò che è capitato al mercante di vini che ha tentato di avvelenare Dany.


Un leone bianco in corsa nell’erba, gli steli alti più di un uomo.

Il leone rappresenta Tyrion, perché il leone sembra piccolo rispetto all’erba.

Al cospetto della Madre della montagna, una fila di anziane nude esce dal grande lago e s’inginocchia davanti a lei, corpi tremanti, teste chinate.

Quando il dosh khaleen proclama che Dany porta in grembo lo stallone che monta il mondo.

Diecimila schiavi innalzano mani lorde di sangue, Daenerys che galoppa davanti a loro come il vento. “Madre!” urlano. “Madre!”e questo è un riferimento alla liberazione degli schiavi di Yunkai da parte di Daenerys..

Il liberalismo dell'Unione Europea ha smesso di essere borghese ed è diventato radical-chic e tecnocratico






Lo schema qui sopra a matrice va interpretato ponendo nell'asse verticale il grado di libertà individuale, che decresce dall'alto verso il basso, e il grado di libertà economica di mercato che cresce da sinistra verso destra.

In particolare oggi vorrei concentrare la mia analisi sull'evoluzione del liberalismo negli ultimi quindici anni, cioè in quella che è stata nel contempo l'età della globalizzazione e della grande recessione.

Il liberalismo borghese aveva come punto di riferimento il ceto medio, che era composto in gran parte di piccoli proprietari, ed il concetto di tutela della proprietà privata era il suo primo comandamento.

Ora non più. Il liberalismo non è più borghese, ma tecnocratico: il suo punto di riferimento non è più il ceto medio, ma quello dell'Oligarchia (grande capitale, finanza, classe dirigente, vip nel senso di very important person di ogni settore) secondo quanto era stato ampiamente previsto dalla Teoria delle Elite, in particolare dagli studi di James Burnham (illuminante è a tal proposito il saggio The managerial revolution).

In Italia questo lo si è capito con la presa di potere del più odioso presidente del consiglio della nostra storia e cioè Mario Monti.



Uno dei provvedimenti più assurdi e dannosi presi da quel governo di tecnocrati adoratori dell'austerità e prosternati in ossequio al grande capitale teutonico è stato l'aumento a livelli inaccettabilmente pesanti dell'imposta sugli immobili.
Questo provvedimento, che ha ucciso due dei più fiorenti settori dell'economia italiana (il mercato immobiliare e l'industria edilizia), è stato una pugnalata alla schiena alla media e piccola borghesia, che si è ritrovata il bersaglio e il capro espiatorio di un governo che voleva spacciarsi come liberale e di centro.

Come si è potuti arrivare a questo? Come si è potuti cadere tanto in basso?

La risposta va trovata nell'evoluzione del neoliberismo monetarista, una ideologia politico-economica che è sfuggita di mano ai loro stessi creatori, i politici e gli economisti del mondo anglosassone degli anni Ottanta del XX secolo.

Il neoliberismo monetarista partiva già da un'ipotesi discutibile, ossia che il libero scambio, l'abbattimento delle dogane, la globalizzazione economica, i tagli alla spesa pubblica e alle imposte sul reddito, la compressione del costo del lavoro e la restrizione monetaria basata sul divieto più assoluto di stampare moneta a ritmi superiori al livello di crescita economica, fossero garanzia di una grande espansione del benessere economico di cui tutti avrebbero beneficiato, secondo il principio della famosa mano invisibile teorizzata da Adam Smith.

Purtroppo nella realtà è successo l'esatto contrario.
Il libero scambio e l'abbattimento delle dogane hanno provocato una fuga dei capitali nei paradisi fiscali o nei paesi dove il costo del lavoro è a livelli da fame e le condizioni dei lavoratori sono pari a quelle degli schiavi.
La mobilità di questo capitale finanziario e industriale ha creato un immenso potere di ricatto nelle mani dei dirigenti delle banche e delle grandi corporations: "se ci imponete regole che a noi non piacciono, spostiamo subito i capitali dove troveremo qualcuno più compiacente".

Quando ci si rese conto che la globalizzazione era stata un boomerang contro gli stessi suoi promotori politici, ormai era troppo tardi.
La grande finanza e la grande industria avevano esautorato completamente i politici dal loro potere decisionale, facendone dei burattini.

In Europa questa situazione è divenuta ancora più drammatica dopo l'istituzione della moneta unica, che ha comportato la delega della politica monetaria e di gran parte della politica fiscale ad una casta di tecnocrati al servizio dell'Oligarchia finanziaria.

La finanza, libera ormai di agire indisturbata, si lasciò andare alla più euforica e immotivata speculazione della storia, quella che precedette la grande crisi del 2008, quando ci si rese conto che le banche avevano condotto operazioni finanziarie rischiosissime nella certezza (chiamata in termini tecnici moral hazard, o azzardo morale) che, male che fosse andata, i governi politici e le grandi banche centrali avrebbero pagato i loro debiti.

E questo avvenne puntualmente. L'unica banca che fallì fu la Lehman Brothers. A quel punto il timore di un effetto domino su tutto il sistema finanziario globale portò alla decisione drastica di salvare le banche, pagando i loro debiti con operazioni più o meno dirette attingendo al bilancio delle istituzioni pubbliche e degli stati nazionali, cioè utilizzando il denaro del contribuente.

Un contribuente che non sguazzava certo nell'oro, dal momento che le politiche neoliberiste non avevano prodotto quel paradiso terrestre che avevano promesso, ma anzi si erano tradotte in una costante erosione dei diritti sociali e del welfare state, oltre che in una endemica disoccupazione di base.

Comunque, prima del 2008, il ceto medio aveva ancora l'illusione di essere protetto dai liberali: in fondo la sua proprietà valeva ancora qualcosa, i prezzi degli immobili crescevano così come i rendimenti degli affitti, e allo stesso modo erano cresciuti i rendimenti degli investimenti borsistici.

Nel 2008 l'Oligarchia prese alcune drastiche decisioni destinate a mandare in rovina il ceto medio pur di salvare se stessa:
1) ripianare i debiti delle banche attingendo al budget degli stati sovrani
2) accusare gli stati sovrani di aver sforato i livelli consentiti di deficit e debito
3) ripianare deficit e debito con tasse sulla piccola proprietà e con tagli alla spesa sociale
4) abbassare ulteriormente il costo del lavoro favorendo l'immigrazione straniera nel mondo occidentale.
5) concedere alcuni diritti civili alle minoranze sottraendo nel contempo diritti sociali a tutti

La fase 1) è stata realizzata nel periodo 2008-2011.

La fase 2) ebbe inizio con un agguato delle istituzioni finanziarie contro gli stati nazionali, accusati di essere insolventi o di rischiare di diventarlo, dando inizio così, in pieno agosto, alla Crisi dei Debiti Sovrani, in particolare quelli degli stati sprezzantemente denominati Pigs (Maiali) utilizzando l'acronimo di Portogallo Italia Grecia Spagna, designate come prime vittime sacrificali sull'altare dell'Austerità.

La fase 3) è scattata, in Italia, con il governo Monti, che ha mandato in rovina il ceto medio, pur presentandosi come un liberale di centro: ha tassato gli immobili, provocando la rovina dell'unica forma di risparmio considerata fino ad allora sicura e non toccata dalla crisi finanziaria, ha tagliato lo stato sociale rendendo la sanità e la previdenza un lusso per pochi, e ha imposto un'astratta regola di pareggio di bilancio che, in piena crisi economica, equivaleva a un tragico suicidio.

La fase 4) è scattata, in Italia e in Grecia, quando l'Oligarchia liberista-tecnocratica si è alleata con la sinistra radical-chic e con il cristianesimo politico nel favorire un'ondata di immigrazione senza precedenti, favorita dalla caduta (provocata dall'Oligarchia stessa), dei regimi che avevano fino a quel momento tenuto a freno il fenomeno migratorio nel canale di Sicilia e nell'Egeo.

La fase 5) è stato il coronamento della trasformazione dei liberali in radical-chic. Con il sostegno alle unioni civili omosessuali o ai matrimoni gay, i liberali sono stati accolti nel salotto buono dei Progressisti, i quali hanno accettato senza fare una piega i tagli alla sanità, alle pensioni, al welfare e al costo del lavoro.



A quel punto l'opinione pubblica si è spaccata in due: i sostenitori dell'Oligarchia (tutti coloro che hanno ancora qualcosa da perdere e che temono l'inflazione che sicuramente si genererebbe da una sfida alle autorità finanziarie internazionali) e i sostenitori del Populismo (tutti quelli che non hanno più niente da perdere).

I vecchi schemi destra-sinistra sono stati svuotati di significato, dal momento che l'Oligarchia rappresenta nel contempo, per usare una felice formula di Diego Fusaro, la Destra del Capitale e la Sinistra del Costume, unite contro tutto il resto.

Un'unica decisione viene consentita al ceto medio dei piccoli proprietari, ossia quella di scegliere di che morte morire.
Volete voi morire strangolati dall'austerità dell'Oligarchia e dall'invasione degli immigrati, o bruciati vivi dall'inflazione che deriverebbe dalla presa di potere del Populismo?

A questa domanda io, esponente del ceto medio dei piccoli proprietari, non riesco a dare risposta.

Il paradosso delle femministe, degli omosessuali e dei cristiani che amano l'Islam (il quale non li ricambia)













Uno dei misteri più incomprensibili dell'attualità di questi ultimi tre anni, da quando, dopo l'ascesa dell'Isis e la caduta dei regimi laici nei paesi arabi (voluta dai progressisti dell'amministrazione Obama), è il sostegno che gli esponenti del femminismo, della comunità LGBT e della Chiesa Cattolica nei confronti dell'immigrazione islamica e la loro battaglia contro l'islamofobia.

Ora è noto che l'Islam ha una concezione della donna del tutto incompatibile con il femminismo.

E' noto anche che l'Islam punisce gli omosessuali con pene che variano dalla prigione alla lapidazione.

E' infine noto che l'Islam non ama particolarmente il Cristianesimo.

Certo, magari alcuni presunti Imam potranno anche, tatticamente, mostrarsi "moderati", ma la tendenza maggioritaria nella comunità islamica mondiale è quella di interpretare il Corano alla lettera, cioè in maniera fondamentalista, e quindi di disprezzare donne, omosessuali e infedeli cristiani.

Eppure, incredibilmente, sono proprio le femministe, gli omosessuali e i cattolici i più grandi sostenitori dell'invasione islamica dell'Occidente.

Io non capisco... non riesco proprio a capire... c'è qualcuno che può aiutarmi a capire?

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