giovedì 21 luglio 2016

Il Buonismo. Nascita, apogeo e fallimento dell'Età Buonista



La prima volta che il termine "buonismo" giunse alle mie orecchie fu in riferimento alle idee politiche di Walter Veltroni, all'epoca dirigente del PDS, il Partito Democratico della Sinistra, nato dal restyling del Partito Comunista Italiano.



Il "buonismo" di Veltroni consisteva innanzitutto nella proposta di cambiare l'atteggiamento politico del PDS, che doveva abbandonare per sempre l'idea della "lotta di classe" e dell'opposizione accesa, radicale e contestatrice del "sistema", per assumere un atteggiamento solidaristico molto vicino al cattolicesimo sociale di Dossetti e papa Giovanni XXIII, e al progressismo "liberal" di Kennedy.



Il termine era chiaramente ironico e spregiativo, e proveniva dall'altra corrente del partito, quella di D'Alema, che preferiva un approccio più cinico, più machiavellico, più elitario, più vicino all'arguzia "radical-chic" dei salotti buoni della finanza laica e della "sinistra al caviale" francese.
Mentre Veltroni e i veltroniani ostentavano bontà e solidarietà verso il mondo intero, D'Alema e i dalemiani preferivano pungere con battute sarcastiche comprensibili in genere dai soli intellettuali di sinistra o dai tecnocrati che nella sinistra dalemiana avevano visto un mezzo per riuscire a far digerire al sindacato riforme in senso liberista.



La linea veltroniana prevedeva una fusione con il PPI, il partito popolare di ispirazione cattolico sociale nata dalla diaspora degli eredi della vecchia DC, cosa che poi si realizzò una decina d'anni dopo con la fondazione del PD, il Partito Democratico di cui Veltroni fu il primo segretario, fallendo però clamorosamente nelle elezioni del 2008.
Ma per arrivare al PD e alla fusione del buonismo cattolico-sociale-liberal veltroniano e dell'elitarismo radical-chic dalemiano, fu necessario più di un decennio di gestazione.
Fu un ex-democristiano il primo che diede una realizzazione pratica e governativa al progetto di Veltroni. Sto parlando, naturalmente, di Romano Prodi, economista europeista, erede della tradizione dossettiana e vicino alla corrente veltroniana, che diede vita a un soggetto politico il cui nome che già di per sé trasudava buonismo da tutti i pori e cioè "L'Ulivo".



A sentire questo nome sembra di parlare di cose successe un secolo fa, e in un certo senso è vero, almeno per il fatto che tutto questo avvenne nel secolo scorso, vent'anni fa esatti, nel 1996.
Il Buonismo era nato e aveva contribuito alla nascita della coalizione di centrosinistra dell'Ulivo, sarebbe sbagliato pensare che l'Età Buonista, quella del trionfo assoluto del Buonismo, sia iniziata con Prodi.
Certo vi era anche allora una "convergenza astrale" che sembrava dar ragione al progetto ulivista, tanto che si parlò di "terza via" tra il liberismo e il socialismo, e la si vide realizzata nelle amministrazioni di Bill Clinton, Tony Blair e Romano Prodi. Si arrivò persino a parlare, piuttosto comicamente, di "Ulivo mondiale".



Ma si trattava di una fuga in avanti. I tempi non erano ancora maturi per una presa di potere del buonismo vero e proprio.
Clinton e Blair erano troppo liberisti e guerrafondai per sembrare buonisti, e Prodi era troppo impegolato in una complessa rete di alleanze con post-comunisti e altri partitini per dare al suo primo governo un'impronta nella direzione da lui concepita.
Gli Anni Novanta del Novecento si sono rivelati più che altro una caotica e eccessivamente entusiasta applicazione globale del liberalismo in salsa progressista, ottenendo come risultato una destabilizzazione generalizzata ed un processo di mondializzazione della finanza e del commercio, a discapito della sovranità degli stati nazionali e della tenuta del welfare state, che alla sovranità nazionale è strettamente connesso.
Questa Età "Liberale-Nuovista", che ha avuto il suo centro nel decennio 1991-2001, si è caratterizzata per un'eccessiva fiducia nelle fantomatiche capacità di autoregolamentazione del mercato e per una bolla speculativa finanziaria dovuta all'ubriacatura per le nuove tecnologie nate dallo sviluppo di internet e dei telefoni cellulari.
Lo scoppio della bolla speculativa della cosiddetta "new economy", la nascita dei movimenti no-global e l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, posero fine, con una doccia freddissima, agli entusiasmi del decennio precedente.



Ne seguì un periodo di maggiore conservatorismo, caratterizzato dalla presidenza di Bush Jr negli Usa, di Berlusconi in Italia e dal pontificato di Ratzinger, papa Benedetto XVI, nella Chiesa Cattolica.
Negli anni del suo massimo potere, tra il 2001 e il 2008, questa Età Conservatrice sembrò aver creato un blocco di potere in grado di durare e persino di sfoggiare un disinvolto cinismo nel gestire la politica e le questioni economico-sociali.



L'errore più clamoroso fu quello di Bush, che per compiacere l'apparato militare-industriale e la lobby del petrolio, scatenò la guerra più immotivata e dannosa della storia recente, e cioè quella contro l'Iraq di Saddam Hussein. Quella guerra fu appoggiata anche dagli idealisti del liberalismo democratico, che si illudevano di poter esportare la democrazia e farla attecchire in terreni poco adatti ad essa.
Fu quindi un miscuglio di cinismo e ingenuità ad affossare Bush Jr. e la sua amministrazione.
L'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti ha segnato l'inizio ufficiale dell'Età Buonista.



I buonisti infatti, nei lunghi anni in cui erano stati all'opposizione, avevano creato una ragnatela di alleanze tale da creare le basi per un vero nuovo blocco di potere.
In Italia i veltroniani e i dalemiani avevano smesso, almeno temporaneamente, di farsi la guerra, e avevano realizzato la fusione del Buonismo originario col pensiero dell'elite intellettuale Radical-Chic e con gli interessi economici dell'Oligarchia tecnocratico-finanziaria europeista e mondialista.
A questo punto tutto era pronto per sferrare l'attacco decisivo ai pilastri del conservatorismo e agli uomini che ne erano al vertice.
Un vero e proprio golpe di natura finanziaria (orchestrato dalla Germania, con la Bundesbank che vendeva i titoli di stato italiani per generare il panico) causò la caduta di un Berlusconi già fiaccato dalle innumerevoli inchieste giudiziarie e dal tradimento di alcuni ex-alleati.
I tecnocrati di Bruxelles avevano già suggerito il loro candidato ideale alla successione di Berlusconi, e cioè il senatore a vita Monti, ex membro della Commissione Europea, e sostenitore di una politica rigorista e austera.
L'eccesso di rigore montiano causò il fallimento della tecnocrazia diretta e convinse l'Oligarchia tecnocratico-finanziaria a scegliere come propria base politica il blocco buonista.
Le elezioni del 2013 avevano mostrato un nuovo panorama politico, spaccato in tre parti: un centrosinistra buonista, un centrodestra indebolito e frammentato e un movimento protestatario populista come quello dei 5 stelle.
L'effetto immediato fu quello di una alleanza del Partito Democratico con l'ala centrista del centro-destra, che portò al governo Enrico Letta.



Il governo Letta, pur breve e debole, realizzò la prima applicazione pratica del programma buonista, abolendo il reato di immigrazione clandestina, dando inizio ad una politica di accoglienza generalizzata di tutti gli immigrati (chiamati, in maniera "politcally correct" migranti o profughi) di cui divennero portabandiera la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro delle pari opportunità Cecile Kyenge, ed esecutore materiale il potentissimo ministro dell'Interno Angelino Alfano.



Ma nel 2013 avvenne qualcosa che sancì definitivamente la vittoria del Buonismo e cioè l'elezione di Jorge M. Bergoglio al soglio pontificio,
Papa Francesco divenne subito il pilastro centrale del Buonismo, appoggiando totalmente la politica a favore dell'accoglienza indiscriminata dei migranti.





Questa scelta, che divenne subito il caposaldo dell'Età Buonista e il cavallo di battaglia della Sinistra, dei Radical-Chic, dei Cattolici progressisti e dei benpensanti perbenisti del Salotto Buono dell'Oligarchia finanziaria, segnò nel contempo, per il Buonismo, l'Apogeo e l'inizio della della decadenza.
Nel 2013, quando la Politica dell'Accoglienza Indiscriminata ebbe inizio, ben pochi si resero conto delle sue colossali e catastrofiche implicazioni.
Eppure gli elementi per capirlo c'erano tutti, e il più importante e gravido di sanguinose conseguenze fu la cosiddetta Primavera Araba, promossa dall'amministazione Obama e fortemente voluta dal suo Segretario di Stato, Hillary Clinton, icona del Buonismo globale.





Hillary Clinton è stata la principale ispiratrice della politica estera americana a partire dal 1992, quando entrò alla Casa Bianca come First Lady e vera mente dell'amministrazione Clinton.
C'è un filo rosso che tiene unite le guerre in Bosnia, in Kosovo, in Serbia e in Somalia con le più recenti guerre civili in Libia, Egitto, Sudan, Yemen, Siria, Iraq e Ucraina, e questo filo rosso ha un nome e un cognome: Hillary Clinton.
Donna di enorme ambizione e di inesauribile sete di potere, Hillary Rodham Clinton è riuscita a mascherare il suo cinismo dietro ad una patina di Buonismo ostentato.
All'inizio Hillary piaceva solo alle elite, e quello le è bastato per farsi strada come senatrice e come Segretario di Stato.
Ma il suo obiettivo, fin da quando, negli anni universitari, aveva incominciato ad occuparsi di politica, era la Casa Bianca.
Gli otto anni che vi trascorse come First Lady non fecero che accrescere il suo desiderio di diventare Presidente degli Stati Uniti.





Amata dalle lobby, finanziata da Soros e dagli oligarchi ucraini e sauditi, osannata dai divi di Hollywood, Hillary non riusciva però a scaldare i cuori dell'americano medio.Fu allora che decise di giocare il tutto e per tutto mostrando di aderire all'ideologia buonista, facendosi paladina delle politiche di accoglienza dei migranti e dei diritti delle minoranze e utilizzando il suo essere donna e leader del Partito Democratico come una bandiera da sventolare con successo di fronte ai media, che ne hanno decretato la beatificazione (nonostante gli scandali di vario genere) e l'hanno trasformata nell'icona femminista e progressista del Buonismo trionfante.





Mentre Hillary costruiva la sua carriera politica passando sui cadaveri di innumerevoli guerre da lei fortemente sollecitate, la destabilizzazione politica dei Balcani, del Caucaso, del Medio Oriente e del Nord Africa generava la più grande ondata migratoria degli ultimi decenni.
Ma fino alla primavera del 2014 nessuno si accorse della bomba che stava per esplodere.
Tutti gioivano per la legalizzazione dei matrimoni gay sancita dalla Corte Suprema degli Usa, a coronamento degli otto anni di amministrazione Obama, così come Papa Francesco si conquistava l'adorazione dei laici con le sue aperture alla comunità LGBT.
Ci fu un momento, nel luglio 2014, in cui tutta la sinistra aderì entusiasticamente al Buonismo e fece coincidere la sua ragion d'essere con l'accoglienza dei migranti e i diritti omosessuali.
Nessuno, all'epoca, face notare che quella scelta non solo metteva in secondo piano la difesa dei diritti sociali dei cittadini dello stato, ma era anche contraddittoria in sé e per sé, dal momento che molti migranti erano e sono musulmani e di conseguenza ostili ai diritti delle donne e della comunità LGBT.
Ben pochi si dissociarono dal clima di entusiasmo generale suscitato dal duo Obama-Papa Francesco e dai capisaldi del Buonismo: l'immigrazione, il femminismo e i matrimoni gay.



Ad approfittare di questo clima di ubriacatura generale a favore del Buonismo è stato l'attuale presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, che con un misto di propaganda mediatica, promesse elettorali e intrighi di partito riuscì prima a vincere le primarie per la guida del PD e poi a defenestrare Letta a Palazzo Chigi (rimarrà nella storia la sua famigerata rassicurazione "Enrico stai sereno") e poi, da premier, a ottenere il 40% dei voti nelle elezioni del 2014 per il rinnovo del Parlamento Europeo.



Da quel momento sono iniziati tutti i guai, e non solo per colpa di Renzi, che più che altro si è trovato ad essere l'uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato.
L'emergenza migratoria esplose nelle mani di Renzi e Alfano, e successivamente di tutti i leader dell'Unione Europea, in concomitanza con l'espansione militare e l'offensiva terroristica dell'Isis, lo Stato Islamico della Siria e dell'Iraq, nato sulle ceneri della Primavera Araba.
Immigrazione di massa, espansionismo dell'Isis, guerre e terrorismo sono diventati un'emergenza proprio nel momento in cui l'Unione Europea era più debole, a causa della mancata crescita economica dovuta all'eccessivo rigore imposto dalla Germania.



La cancelliera tedesca Angela Merkel,  che per anni aveva rappresentato il volto duro e spietato dell'Austerity, decise di compiere una mossa analoga a quella di Hillary Clinton, aderendo al Credo Buonista e diventando una fervente sostenitrice della politica dell'accoglienza dei migranti.



Il resto è storia recente, anzi cronaca recente. Una cronaca di sangue.
Il 2015 e soprattutto il 2016 sono stati gli anni in cui il Buonismo è entrato in crisi, vittima delle sue stesse contraddizioni interne, dell'ipocrisia di alcuni suoi leader e dello snobismo spocchioso di altri.
Ci si è resi conto che l'immgrazione di massa era stata voluta dall'Oligarchia finanziaria per abbassare il costo del lavoro e della manodopera e minare le fondamenta del concetto di sovranità nazionale mettendo in crisi l'identità stessa delle nazioni e dei connessi diritti di cittadinanza, in continuità con i dogmi della globalizzazione.
La risposta a tutto questo è stata duplice: da un lato sono nati dei movimenti identitari e sovranisti, collocati nell'alveo di una nuova destra attenta ai diritti sociali dei nativi, e dall'altro sono cresciuti i movimenti populisti protestatari, come quello dei 5 stelle.
Nel frattempo però l'emergenza del terrorismo islamico promosso dall'Isis ha dimostrato come il sogno dell'integrazione dei migranti, specie di quelli di seconda generazione, fosse una vera e propria utopia: sono stati infatti più che altro i migranti di seconda generazione a realizzare gli attentati più sanguinosi.
L'Europa Buonista, e in generale tutto l'Occidente Buonista, si è trovato nel mirino dell'Islam radicale ed è stato colpito al cuore dagli attentati del terrorismo islamico, in particolare in Francia e in Belgio, ma anche negli Stati Uniti (si pensi alla strage di Orlando).
La strage di Nizza, del 14 luglio 2016, ha sancito il fallimento dell'Età Buonista.
La propaganda dell'Isis si è rivelata così forte da influenzare i figli degli immigrati in Francia, fino a portare uno di loro a trasformarsi, nel giro di poche settimane, da individuo godereccio e burlone a spietato killer di innocenti con un attentato che ha dell'incredibile, essendo stato effettuato per mezzo di un camion autorizzato ad entrare in una zona pubblica con la scusa di vendere gelati. Questi criminali improvvisati, sedotti dall'Islam radicale, in cui hanno trovato sfogo tutte le loro personali frustrazioni, sono la prova che l'integrazione delle famiglie dei migranti, così come è attualmente concepita dai buonisti, non funziona.

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E così nell'estate del 2016 è iniziato il tramonto del Buonismo, assediato da un lato dai movimenti identitari e sovranisti e dall'altro dai movimenti protestatari e populisti, entrambi uniti dalla critica nei confronti dell'Oligarchia finanziaria e dell'Elite Radical-Chic, sempre più distante dagli umori e dalle necessità dei cittadini e degli elettori, che si sono (giustamente) sentiti traditi e abbandonati.
Se i partiti socialdemocratici e quelli liberali o conservatori vogliono avere una speranza di sopravvivere nella loro natura di forza interne al sistema politico ed economico attuale, devono capire che non possono più far coincidere i propri programmi coi dogmi di un Buonismo elitario e salottiero, distante anni luce dai problemi quotidiani dei cittadini e degli elettori, costretti a vivere in un clima di crescente incertezza sia per le proprie condizioni economiche, sia per la propria stessa salute e incolumità fisica.
Se questa presa di coscienza da parte degli attuali leader non dovesse avvenire, allora il 2016 potrebbe diventare il primo anno di una nuova epoca, che si potrebbe chiamare Età protestataria e identitaria e dare luogo ad esiti rivoluzionari o reazionari tali da spazzare via gran parte delle elite che oggi sono al potere.

Mappa del tasso di natalità negli Stati Uniti e in Europa

calo delle nascite, mappa di Europa e USA

Mappa del rapporto donne-uomini in Europa

Più donne che uomini, mappa dell'europa

Gerarchia di Angeli e Demoni

Hierarchy of Angels and Demons by ~justdejan on deviantART.....until the second coming of Christ the battle will rage on.:

Secondo la tradizione ebraica e successivamente cristiana, gli angeli sono organizzati in una gerarchia di differenti ordini, detti nel medioevo cori angelici.
Queste gerarchie consistono in figure intermedie tra Dio e gli uomini, in quanto collegano e descrivono il rapporto esistente fra l'assoluta trascendenzadivina e la sua attività nel mondo.[1]
Lo Pseudo-Dionigi l'Areopagita, nel libro De coelesti hierarchia, indica alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico la Lettera agli Efesini [2] e laLettera ai Colossesi,[3] sulla cui base costruire uno schema di tre gerarchie, sfere o triadi di angeli, ognuna delle quali contiene tre ordini o cori. In decrescente ordine di potenza esse sono:
A partire da antiche tradizioni misteriche, ogni gerarchia era identificata inoltre con una delle orbite degli astri, dalle quali proveniva un coro, un'armonia recondita conosciuta come «musica delle sfere».[4]

Serafini

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Serafino.
Serafini (nome ebraico Seraphim) appartengono al più alto ordine di Angeli, quello situato nel cielo Empireo, o cristallino, il più prossimo a Dio, da cui ricevono in forma immediata le idee e le direttive con cui far evolvere uncomplesso cosmico.[17]
La Bibbia li raffigura come angeli dotati di sei ali: due per volare, due per coprirsi il volto e due per coprirsi i piedi. Cantano continuamente le lodi di Dio: «Santo, Santo, Santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della Sua gloria».[18]
È anche detto che cantano la musica delle sfere, regolando il movimento del cielo, così come loro comandato, e che ardendo di amore e zelo per Dio, emanano una luce così potente e brillante che nessuno, se non occhi divini, può guardarli.
Francesco d'Assisi viene anche appellato "Serafico" perché, al momento di ricevere le stigmate, il Signore gli apparve in una visione in cui si mostrava Crocefisso e velato da sei ali come un Serafino; e dalle Sue mani, piedi e costato, partirono i raggi che segnarono il corpo di Francesco rendendolo simile a Lui. Sarebbe così stata esaudita la preghiera di Francesco: "Fa' o Signore che io possa soffrire per te tanto quanto lo può una creatura umana e amarti quanto lo può un cuore umano".
I serafini vengono menzionati alcune volte nella Bibbia solo nel libro di Isaia.[19] Secondo Tommaso d'Aquino, i serafini presiedevano alla carità e i cherubini alla scienza.

Cherubini


Due cherubini in un celebre dipinto di Raffaello
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Cherubino.
Cherubini (nome ebraico Cherubim) risiedono oltre il trono di Dio, nelle profondità del firmamento, o cielo stellato dello zodiaco; sono perciò i guardiani della luce e delle stelle. Essi rielaborano le intuizioni immediate dei Serafini traducendole in riflessioni e pensieri di saggezza riguardanti l'evoluzione dei sistemi planetari.[17]
La Bibbia li raffigura come esseri con quattro ali e quattro facce, ovvero una umana, una di bue, una di leone ed infine una di aquila.[20] I Cherubini vengono inoltre descritti come angeli dediti alla protezione, posti a guardia dell'Eden e del trono di Dio. Ad essi è attribuita una perfetta conoscenza di Dio, superata soltanto dall'amore di Dio dei serafini.[21]
Sempre secondo la Bibbia, le sculture di due cherubini contrapposti erano rappresentate sul coperchio dell'Arca dell'Alleanza. Essi vengono menzionati di solito al plurale,[22] ma anche al singolare.[23]

Troni

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Troni.

Schiere angeliche nel Giudizio universale di Giotto: Virtù, Dominazioni, Troni e Cherubini, ciascuno guidato dal rispettivo vessillifero, siedono alla destra di Cristo
Troni (in ebraico ophanim, in greco Thronoi) sono esseri angelici dalla forma mutevole e dagli infiniti colori. Il loro luogo spirituale è il settimo cielo, che corrisponde all'orbita di Saturno.[24]Il loro compito è quello di tradurre in opera la sapienza e il pensiero elaborato dai Cherubini.[17]
Vengono descritti dalla Bibbia come ruote intersecate ad altre ruote, delle quali se una si muove avanti e indietro, l'altra si muove da un lato all'altro. Si tratta di ruote dotate di innumerevoli occhi, secondo l'immagine presente nel libro di Ezechiele, dove il profeta Ezechiele descrive la visione dei cieli; il profeta non descrive esplicitamente queste ruote come angeli, ma come oggetti o "creature viventi" che possiedono uno spirito.[25]
L'apostolo Paolo usa il termine troni nella lettera ai Colossesi.[26] Secondo Steiner, si deve ai Troni il fatto che l'universo esista in forma fisica così come lo conosciamo, grazie all'emanazione della loro stessa sostanza di calore, sviluppatasi in densità.[17]

Seconda sfera

«In essa gerarcia son l'altre dee:
prima Dominazioni, e poi Virtudi;
l'ordine terzo di Podestadi èe.»
(Divina CommediaParadiso, XXVIII, 121-123)

Dominazioni

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Dominazioni (angeli).
Le Dominazioni (in ebraico hashmallim, in greco Kyriotetes) esercitano la loro influenza a partire dalla sfera orbitante di Giove.[24] Essi hanno il compito di regolare i compiti degli angeli inferiori. Ricevono i loro ordini dai Serafini, Cherubini o direttamente da Dio, e devono assicurarsi che il cosmo sia sempre in ordine.
Pseudo Dionigi usò il nome di Dominazioni per indicare una categoria di "intelligenze celesti" libere da qualsiasi legame con le dimensioni più basse, e volta interamente verso l'Essere Sovrano.[27] Sono gli angeli ai quali Dio affida la forza del dominare. Si suppone essi compongano l'esercito dell'Apocalisse, e da loro dipendano l'ordine universale e la disciplina ferrea alla quale gli angeli inferiori si rivolgono per mantenerlo.[28]
Il termine dominazioni è usato da Paolo di Tarso nella lettera ai Colossesi.[26]

Virtù

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Virtù (angeli).
Le Virtù, anche chiamate "Fortezze" (in greco Dynameis) risiedono nella sfera orbitale di Marte.[24] Per Dionigi, «il nome delle sante Virtù significa coraggio saldo e intrepidità in tutte le attività, un coraggio che mai si stanca di accogliere le illuminazioni donate dal Principio divino».[29]
Sono menzionati da Paolo di Tarso nella Lettera agli Efesini (1,21).[30] Spiriti combattenti, che presiedono ai grandi cambiamenti della storia, nella prospettiva esoterica dell'antroposofia di Rudolf Steiner le Virtù definiscono l'archetipo, in termini di qualità specifiche, degli elementi creati, in quanto si deve a loro tutto ciò che nel creato muta e si evolve, come ad esempio la trasformazione del seme in una pianta.[31]

Potestà

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Potestà (angeli).

Schiere angeliche nel Giudizio universale di Giotto: Angeli, Arcangeli, Principati e Potestà siedono alla sinistra di Cristo
Le Potestà (in ebraico Elohim, in greco Exusiai) estendono il loro dominio sul Sole.[24] Descritti dalla Bibbia come esseri angelici dai molti colori, simili a vapori nebbiosi, sono gli elementi portanti della coscienza e i custodi della storia. Sono descritti da Dante come accademicamente guidati e interessati alla sapienza, a discipline quali filosofia, teologia, religione, e ai documenti che appartengono a questi studi.[32] In una prospettiva esoterica, le Potestà si occupano di guidare l'evoluzione della Terra verso una successiva epoca cosmica,[33] pianificando e sorvegliando lo sviluppo e la distribuzione di poteri all'umanità. Nella credenza popolare essi sono gli angeli che accompagnano le decisioni dei padri e li consigliano nella cura della famiglia.
Paolo di Tarso usa il termine potestà nella lettera ai Colossesi [26] e nella lettera agli Efesini.[34] Egli tuttavia usa sia il termine potenza che autorità nella lettera agli Efesini, per riferisi a questo tipo di angeli:[34] le potenze svilupperebbero le ideologie, laddove le autorità scrivono i documenti e le dottrine.
Entrambe sono comunque coinvolte nella formulazione delle ideologie. Mentre però le potenze comprendono tutto, le autorità si focalizzano su particolari linee di conoscenza, specializzandosi nel codificare quelle idee, e nella produzione di documenti concettuali a quelle inerenti.

Terza sfera

«Poscia ne' due penultimi tripudi
Principati e Arcangeli si girano;
l'ultimo è tutto d'Angelici ludi.»
(Divina CommediaParadiso, XXVIII, 124-126)
Alla terza sfera appartengono quegli angeli che assolvono la funzione di messaggeri del Cielo.

Principati

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Principati (angeli).
Principati (in greco Archai) esercitano i loro influssi dall'orbita di Venere.[24] Esseri angelici dalla forma simile a raggi di luce, si trovano oltre il gruppo degli arcangeli. Sono gli spiriti della storia e del tempo, guardiani delle nazioni e delle contee, e di tutto quello che concerne i loro problemi ed eventi, inclusa la politica, i problemi militari, il commercio e lo scambio.
Paolo usa il termine principati nelle lettere ai Colossesi [26] e agli Efesini.[35]
Il compito dei Principati consiste nell'ispirare la nascita di nuove idee o invenzioni in grado di segnare una certa epoca,[36] facendo anche in modo che l'uomo acquisisca sempre più consapevolezza del suo periodo storico, per trovare in questo il suo posto, non lasciandosi trascinare dal progresso della civiltà, bensì appropriandosene, per vivere pienamente il destino in cui si trova collocato.[37]

Arcangeli

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Arcangelo e Sette arcangeli.
Gli Arcangeli, il cui influsso giunge fino a Mercurio,[24] appartengono al secondo ordine della terza sfera; questi angeli tendono ad essere i più grandi consiglieri e amministratori inviati dal Cielo. Un arcangelo ha normalmente un ruolo di grande importanza nei riguardi dell'uomo. Secondo l'angelologia dello Pseudo-Dionigi, tuttavia, gli arcangeli stanno appena sopra l'ordine più basso, quello degli angeli comuni. Nella prospettiva antroposofica, i compiti degli arcangeli consistono nell'ispirare e proteggere grandi gruppi di persone, come nazioni, popolazioni o gruppi etnici; essi perciò sono chiamati anche spiriti del popolo.[36] Ciò li distingue dagli Angeli, che invece si occupano dei singoli individui (angeli custodi) o dei piccoli gruppi.
La parola "arcangelo" è usata solamente due volte nelle Scritture (ma diverse volte nel Septuaginta).[38] Alcuni[senza fonte] insistono sul punto che gli arcangeli non sono divisi in separati ordini, ma nella tradizione cattolica gli arcangeli (MicheleRaffaeleGabriele, e in alcuni casi Uriel), sono cherubini o serafini, oltre che essere arcangeli. Come è scritto nella Bibbia,[39] Lucifero era un serafino; in seguito alla sua ribellione a Dio, fu affrontato, sconfitto e gettato (per l'eternità) nel pozzo infernale da parte dell'arcangelo Michele.

Angeli


Gruppo marmoreo con angeli al cimitero monumentale di Staglieno
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Angelo.
Gli Angeli appartengono all'ordine più basso della gerarchia; sono i più vicini agli uomini e ai singoli individui, sovraintendendo a tutte le loro occupazioni. Risiedono infatti nello spazio cosmico più prossimo alla Terra, quello della Luna.[24]
Rappresentano la coscienza della singola persona, custodendo la memoria della sua vita e, in un'ottica esoterica, delle sue diverse incarnazioni.[40] All'interno della categoria degli angeli ci sono, in ogni caso, differenze di molti tipi. Gli angeli vengono sovente inviati come messaggeri agli uomini. La parola "angelo" proviene dal greco anghelos, cioè "messaggero".
Nel cattolicesimo, tutte le gerarchie angeliche vengono lodate dall'umanità grazie alla corona angelica,[41], una corona simile ad un rosario, con la quale si pregano gli angeli di ogni gerarchia e si chiede loro di intercedere presso Dio per ottenere delle grazie. Essa consente inoltre di ricevere, in particolari giorni, anche alcune indulgenze, se opportunamente benedetta da un sacerdote.

Per gerarchia dei demoni s'intende l'ordine secondo cui sono classificati i demoni della mitologia esoterica.
Esistono varie tipi di classificazione poiché i demoni sono presenti nella mitologia cristiana, ebraica, pagana, musulmana, indiana, turca, cinese e giapponese.

Classificazione occidentale

Spesso le classificazioni si sono fondate a contraltare delle gerarchie degli angeli, soprattutto ad opera di teologi e scrittori cristiani. Basandosi sugli scritti di San Paolo si pensò che la corte angelica, divisa per la prima volta nel IV secolo, fosse costituita da tre gerarchie, ognuna delle quali a sua volta comprendeva un certo numero di categorie; così fu fatto anche per i demoni. Nel V secolo i demoni furono divisi in cinque categorie, quattro aggregate agli altrettanti elementi fondamentali (acqua fuoco aria terra), la quinta residente nell'aldilà. Nell'XI secolo secondo Michele Psello i demoni si dividono in cinque classi alle quali se ne aggiunge una sesta riferita ai demoni ombra, dall'aspetto di fantasmi. Sant'Agostino riuniva tutti i demoni nella sesta categoria dello Psello. Durante il Medioevo e il primo rinascimento, per il rinnovato interesse verso le arti magiche e lo sviluppo di una stregoneria tutta europea, fu necessario tracciare dei sistemi di gerarchie più organizzate, che delineassero l'esatta posizione e caratteristica di ogni immaginabile demone. La lista più famosa è quella fornita dal medico e mago inglese Johann Weyer nel suo "Pseudomonarchia daemonum" (1563), secondo cui i demoni erano 7.409.127, comandati da settantanove principi e specificando l'aspetto e il carattere di ciascun demone. Molte furono le enumerazioni dei demoni in quel periodo ed ogni demonologo forniva la propria basata su sistemi numerologici differenti. Di grande interesse è anche l'elenco contenuto nel grimorio anonimo Lemegeton (o Clavicula Salomonis). Trattandosi di un manuale operativo, il grimorio specifica le attitudini di ogni demone e il modo per evocarlo.
All'inizio del XIX secolo l'inglese Francis Barrett pubblicò un libro intitolato il mago, nel quale propose la seguente classificazione ottenuta dividendo tutti gli spiriti maligni in nove gradi:
  • falsi dei o demoni che vogliono essere adorati
  • spiriti mendaci che ingannano gli uomini con divinazioni e predizioni
  • vasi di scelleratezza o vasi di collera, inventori di cose malvagie
  • vendicatori del male
  • ingannatori
  • potenti dell'aria
  • furie
  • accusatori o inquisitori
  • templari o seduttori
Nella schiera di demoni la distinzione fondamentale è quella tra "incubi" (dal latino "incumbere" = giacere sopra) e "succubi" (dal latino succumbere= giacere sotto).
I primi erano considerati di genere maschile e si pensava che visitassero le donne durante il sonno e si posizionassero sopra esse inducendole al peccato di lussuria; esisteva però un altro genere di demoni incubi (identificati in forma di folletti o piccoli mostri) che si pensava si sedesse sul petto degli uomini impedendo loro la respirazione (spiegazione delle apnee notturne). Per quanto riguarda i demoni succubi, questi avevano aspetto femminile e visitavano il sonno degli uomini anche qui per indurli al peccato di lussuria con essi. In qualche caso si riteneva che questi amplessi tra uomini, donne e demoni fossero fertili, quindi che esistessero dei figli dei demoni; il più celebre tra essi è, nel libro "An admirable story". Esistono raffigurazioni di questi demoni, la più celebre è probabilmente quella del pittore tedesco John Henry Fuseli L'incubo'. Secondo diverse tradizioni e leggende, la morte di un demone può avvenire in diversi modi: 1) Trapassandolo con una spada con l'elsa a forma di croce e bagnata con acqua santa. 2) Attirandolo su terra consacrata (verrebbe incenerito all'istante). 3) Espondendolo alla luce proveniente da una croce. 4) I proiettili benedetti da un santo riuscirebbero a ucciderlo (se colpito da proiettili "normali" ritornerebbe in vita). 5) Durante lo scontro con un demone di più alto grado nella gerarchia infernale, o, ancora, durante il combattimento con un demone appartenente ad un elemento contrario (esempio: "demone di fuoco" vs. "demone d'acqua"). 6) Colpendolo con oggetti provenienti da una chiesa.

Classificazione della cabala[

  1. Secondo la cabala esistono sette categorie di demoni:
  • Demoni del fuoco: abitano le regioni più lontane degli Inferi.
  • Demoni dell'aria: dimorano e volano intorno agli uomini
  • Demoni della terra: essi si mescolano agli uomini con il compito di tentarli e ammaliarli.
  • Demoni dell'acqua: vivono negli oceani, nei mari e nei fiumi provocando burrasche e naufragi.
  • Demoni sotterranei: si celano nei pozzi e sono la causa di terremoti e delle eruzioni vulcaniche.
  • Demoni delle tenebre: devono il loro nome al fatto che vivono lontani dal sole.
  • Demoni del ghiaccio: devono il loro nome al fatto che abitano i ghiacciai.
La cabala divide queste categorie di demoni in 10 gruppi, ciascuno guidato da un demonio particolare:
  1. Thamiel[1] : i bicefali. Spiriti in rivolta dominati da Moloch.
  2. Chaigidel: Spiriti di menzogna guidati da Belzebù.
  3. Satariel: i velatori. Spiriti della falsità, retti da Lucifero.
  4. Gamchicolh[1]: i perturbatori di anime. Spiriti impuri governati da Astaroth.
  5. Galb[1]: gli incendiari. Spiriti della collera dominati da Asmodeo.
  6. Tagaririm[1]: i litigiosi. Sono gli spiriti della discordia guidati da Belphegor.
  7. Harab: i corvi della morte. Spiriti ribelli governati da Baal.
  8. Samael: i battaglieri. Spiriti della ferocia guidati da Adramelech.
  9. Iamaliel[1]: gli osceni. Spiriti capeggiati da Lilith.
  10. Reshaim[1]: i malvagi. Spiriti crudeli governati da Nahenia. In quest'ultima sono presenti 3 sottocategorie:
    1. Gheburim - i violenti.
    2. Raphaim - i vili.
    3. Anacim - gli anarchici.

Note

  1. ^ a b c d e f Thomas Karlsson, La Kabbalah e la Magia Goetica, Ed- Atanòr, 2007

Bibliografia

  • Giordano Berti Dizionario delle creature spirituali in I mondi ultraterreni, Milano 1998
  • C. Marchiaro, Demonologia, Torino, MEB, 1980
  • Egon von Petersdorff, Demonologia: le forze occulte ieri e oggi, Torino, Marietti, 1967

Voci correlate


Note

  1. ^ Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia, PIEMME, 1997, I, 56.
  2. ^ 6,12.
  3. ^ 1,16.
  4. ^ Cfr. AA.VV., La musica, pp. 46-47, Jaca Book, 2000; anche Rivista d'Italia, volume 2, pag. 369, Società editrice Dante Alighieri, 1900.
  5. ^ Illustrazione di Tommaso Piroli (1793).
  6. ^ Nella Bibbia la parola stessa "Dio" è spesso sostituita da "angelo del Signore", letteralmente: "messaggero del Signore".
  7. ^ Barbara Faes De Mottoni, San Bonaventura e la scala di Giacobbe: letture di angelologia, § 2, pag. 39 e segg., Bibliopolis, 1995.
  8. ^ Testo non canonico per la Chiesa Cattolica, ma canonico per quella Cristiana Copta.
  9. ^ A. Bausani, Persia religiosa, Milano 1959; G. Dumézil, Naissance d'archange, Parigi 1945.
  10. ^ J. Quinlan, Angeli e diavoli, in "Giornale di teologia", Brescia 1972, pp. 61-92.
  11. ^ Per gli Gnostici, gli angeli si identificavano con gli Eoni, cfr. Adriano Lanza, Dante e la gnosi: esoterismo del "Convivio", pag. 68, Mediterranee, 1990.
  12. ^ Egli raccomandava di non perdersi in discorsi e culti vani ed oziosi (Col 2,18).
  13. ^ E. Corsini, Il trattato "De divinis nominibus" dello Pseudo-Dionigi e i commenti neoplatonici al Parmenide, Torino 1962, p. 58 e segg.
  14. ^ Cioè Michele, Gabriele e Raffaele (Concilio di Roma del 745).
  15. ^ Ancora recentemente nel decreto Litteris Diei del 6 giugno 1992, il magistero pontificio ha stabilito che "è illecito insegnare e utilizzare nozioni sugli angeli e sugli arcangeli, sui loro nomi personali e sulle loro funzioni particolari, al di fuori di ciò che trova diretto riscontro nella Sacra Scrittura [cioè quasi nulla]; conseguentemente è proibita ogni forma di consacrazione agli angeli ed ogni altra pratica diversa dalle consuetudini del culto ufficiale." (Angelo Geretti, Missus est angelus in Angeli. Volti dell'Invisibile, catalogo a cura di Serenella Castri, Umberto Allemandi&C, Torino 2010, p. 24).
  16. ^ Angeli e antroposofia.
  17. ^ a b c d Peter TompkinsLa vita segreta della natura, pp. 139-153, Mediterranee, 2009.
  18. ^ (Isaia 6,3) La Sacra Bibbia - IntraText
  19. ^ Isaia6:2 e Isaia6:6
  20. ^ Libro di Ezechiele1, 6-11.
  21. ^ Genesi3,24.
  22. ^ Genesi3,24Esodo25,18-22Esodo26,1Esodo26,31,Esodo36,8Esodo36,35Esodo37,7-9Numeri7,89,1Samuele4,41Re6,23-351Re7,291Re7,361Re8,6-7,2Re19,151Cronache13,61Cronache28,182Cronache3,7-14,2Cronache5,7-8Salmi80,1Salmi99,1Isaia37,16Ezechiele10,1-22Ezechiele11,22Ezechiele41,18-25Ebrei9,5
  23. ^ Esodo25,19Esodo37,82Samuele22,111Re6,25-26,2Cronache3,11-12Salmi18,10Ezechiele9,3Ezechiele10,9-14,Ezechiele28,14-16Ezechiele41,18-19
  24. ^ a b c d e f g Maria Grazia Lopardi, La Divina Commedia e il simbolo nascosto, Youcanprint, 2014.
  25. ^ Libro di Ezechiele1, 15-21.
  26. ^ a b c d 1:16
  27. ^ Dionigi, Gerarchie celesti, VIII, 1.
  28. ^ Cinzia Di Cianni, Il mondo segreto degli Arcangeli, Mondadori, 2013.
  29. ^ Dionigi, Gerarchie celesti, VIII, traduzione di Gabriele Burrini, Gerarchie celesti, Tilopa, Teramo 1981.
  30. ^ Le gerarchie angeliche.
  31. ^ Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura.
  32. ^ Cielo quarto del Paradiso.
  33. ^ La Genesi secondo l'antroposofia.
  34. ^ a b 1:21.
  35. ^ 1:21;3:10.
  36. ^ a b Rudolf SteinerLa missione di singole anime di popoloO.O. 121, conferenze del 16/6/1910.
  37. ^ Rudolf Steiner, Le opere scientifiche di Goethe, IX, § 5, pp. 93-95, Milano, Fratelli Bocca Editori, 1944.
  38. ^ Una volta riferendosi a Michele l'arcangelo e nell'altro caso riferendosi aGabriele.
  39. ^ Ezechiele 28:14-16
  40. ^ Gli angeli custodi, di Mauro Vaccani.
  41. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, p. 129, Tipografia Emiliana, 1860.